HISTORIA TìTULO: L’APE REGINA RACCONTA La prima volta in un priveè 
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L’APE REGINA RACCONTA La prima volta in un priveè

by Prufrock
Visto: 161 veces Comentarios 0 Date: 19-05-2026 Idioma: Language

Leccami, amore, leccami.
Lecca la sborra che altri hanno lasciato sul mio corpo, sui seni, sul collo.
Leccami fino al mento e baciami, baciami. Me lo devi perché tu hai fatto in modo che accadesse. Tu hai voluto rendermi troia. Te ne sono grata. Mi hai portata per la prima volta in un club. Ero atterrita ed eccitata. Ero bellissima con il mio tubino nero, senza null’altro addosso. Non hai resistito. Subito hai iniziato a baciarmi sul collo, contro il muro. Hai scostato il tubino, infilato due dita e assaggiato.
Mi hai portata a caccia, in cerca di cibo, perché sapevi che ho fame, voglia di sbranare. Io sono esca, preda e predatrice. Mi hai fatta sdraiare su un divanetto, braccia in alto, sopra la testa, gambe raccolte. Mi hai offerta tu. Hai reso evidente che sono tua. Il mio sesso pulsava, ne riconosci l'odore che emana quando è eccitato.
Aspetti in piedi accanto a me. Sono una pianta carnivora, miele che cola per attirare gli insetti. Inizio a dondolare.
Fammi scopare!Lentamente si avvicinano, mi guardano, sono pronta
Ti guardano, cercano il tuo benestare con un gesto del capo. Daglielo, daglielo, daglielo, fammi montare, fammi godere. Voglio essere offerta. Guardarmi, guardarmi e toccarmi. Guardarmi, toccarmi e entrarmi dentro. Cosa possono farmi? Le mani, la lingua, il cazzo? Voglio che tu mi conceda tutta, non puoi farne a meno. Mi scopino a sangue. Ne prendo due. Uno mi lecca tra le gambe mentre gli accarezzo la testa, il secondo mi lecca il viso. Lo aiuto a togliere i pantaloni. In un attimo è fuori, sul palmo della mia mano. Non ti guardo. Mai.
Tu guardi me, hai paura a guardarmi puttana, perché godo. Temi e godi di ciò che farò dopo. Un primo orgasmo. Mio, dalle gambe alla gola,un fremito. Guarda come mi lecca, lecca bene, è bravo. Lo premio tirando la sua faccia fino alla mia. Posso slacciare anche i suoi pantaloni. Uno per mano. Parlo di cazzi. Uno per mano. Mi stai guardando?
Sì, guardami così, guarda come mi hai fatta. Mi accarezzano i capezzoli, vogliono venire. Quello di sinistra viene. Sento fluire la sborra, cercare di uscire e fermarsi e ripartire ed esplodere sotto il mento, vicino alla bocca. Voglio godere ancora! Quello che non ha ancora goduto allarga le mie gambe ci ficca dentro due dita, mi solletica. Sto per godere di nuovo. Aiutalo a tenermele aperte. Si ferma. Respiro veloce, lo cerco con la bocca, mi vuole, apro, tiro fuorila lingua, entra, entra, entra, in fondo, è bravo.
mi sta scopando, come volevi tu. Ti piace? Prendi in mano il suo cazzo, tiralo fuori e poi rimettitelo dentro. Guarda come si apre la mia fica, come lo avvolge. Mi calza bene il suo cazzo. Si ferma, estrae, ti guarda, viene sul il mio viso guardandoti dritto negli occhi. Ora. Vieni sopra di me, entra. Due colpi, tre, urlo, quattro, urlo, cinque, godo, godi. Siamo soli,non esiste nessun altro, mi lecchi il viso sporco di sperma, gemi mentre lo fai, e pensi: “La amo, è tremendo quanto la amo, è la mia donna, dondolo con lei, non voglio altro nella vita, solo dondolare, dondolare, dondolare…”
Amore, fammi sbattere ancora, portami qui di nuovo.

Añ CASEADE 0 COMENTARIOS:





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