HISTORIA TìTULO: La cena 
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HISTORIA

La cena

by Prufrock
Visto: 78 veces Comentarios 0 Date: 06-07-2026 Idioma: Language

Da molti anni ho una compagna, Aurora, bellissima donna, capelli neri, un fisico da sballo nonostante i più di 50 anni. Femmina provocante, bel seno, per non parlare del culo, tondo e morbido, un culo che fa impazzire. Lei è donna molto calda e passionale, ama il sesso. Lavoriamo per una casa editrice di Torino, io mi occupo dell’ufficio stampa, lei è copy editor degli autori esordienti. Abbiamo sempre aiutato i ragazzi e siamo stati i soli ad essere invitati all’aperitivo e alla cena non ufficiale di fine anno che, per tradizione, tende agli eccessi. Nessuno sa del nostro rapporto, forse qualcuno sospetta. Eravamo gli unici “maturi” in mezzo a una quarantina di ragazzi e ragazze. Aperitivo con consumo di ingenti dosi di alcool. Arrivati al ristorante i ragazzi erano già brilli. Anche noi. Durante la cena Aurora non si è sottratta a sollevare più volte il calice. I suoi freni inibitori si erano allentati. Rideva e scherzava con parecchi ragazzi, ammaliati dalla bella e desiderabile signora, calamita di sguardi. Io invece guardavo le giovani autrici, non ce n’era una che non mi sarei fatta. Il ristorante si trovava sulla riva del Po. Lo gestiva un mio caro amico che, gentile, mi aveva un paio di volte offerto sua moglie. Si facevano quattro passi, si raggiungeva un parco. La scopavo il piedi contro un albero. Il mio amico ci spiava segandosi. Quando stava per venire chiamava la moglie e sborrava sulla sua faccia. Anch’io le sborravo in faccia. Tempi che furono. Accanto al ristorante un piccolo parco giochi. Dopo aver mangiato ho portato Aurora fuori, per farle respirare aria fresca. Al parco giochi ha voluto andare in altalena e sullo scivolo. Esibizionista lo ha fatto senza mutandine. Vedere la corta gonna svolazzare e accartocciarsi me lo ha fatto diventare duro. Immersi nella penombra sotto un grosso albero abbiamo trovato una panchina con un tavolo. Ci siamo seduti. Poco dopo, senza rendercene conto, stavamo baciandoci. Le avevo anche messo una mano fra le cosce. Ero annebbiato dall'alcool. La poca lucidità e il fatto che fosse senza mutandine mi diedero il via per masturbarla. Inutile dire che Aurora era eccitata. Non eravamo tanto distanti dal locale e avrebbero potuto vederci. Aurora, più su di giri di me, mi ha afferrato il cazzo, lo ha tirato fuori e si è chinata a succhiarlo. Dopo un po' l'ho tirata su, l'ho fatta sdraiare sul tavolo, gambe alzate e spalle rivolte all'ingresso del locale. Gliel’ho ficcato dentro, iniziando a pomparla dolcemente. Ero eccitato all'idea che qualcuno potesse sorprenderci mentre la scopavo. Da tempo tra noi si erano insinuate molte fantasie, la situazione mi sembrava perfetta. Ero così preso a scoparla da non accorgermi che alle mie spalle erano sbucati quattro ragazzi usciti dal ristorante. Li conoscevamo tutti, ero imbarazzato. Ci osservavano in silenzio, occhi spalancati, cazzo in mano. Parlottavano tra loro ma non li sentivo bene. Capivo però che facevano considerazioni su Aurora e che avrebbero gradito il partecipare. Nessuno ha proferito parola. Aurora aveva gli occhi chiusi, alquanto stordita dall'alcool e dal piacere. Non li vedeva. La situazione mi stava eccitando in modo pazzesco. Ho sborrato dentro di lei e, senza dir nulla, mi son spostato, lasciando libero il posto e facendo cenno affinché venisse occupato. Uno dei ragazzi lo ha infilato subito. Aurora ha sussultato, non capiva bene cosa stesse succedendo, lui ha iniziato a scoparla. Aurora è andata in orgasmo dopo pochi colpi. Il ragazzo le ha dato ancora tre o quattro botte e le ha sborrato dentro. Un altro ha preso il suo posto. Mi sono seduto sulla panchina a guardare. Guardare la propria donna scopata da un altro è il top del piacere che è possibile provare. Guardare un cazzo che entra ed esce dal suo ventre, come si dice, “non ha prezzo”. Il secondo è stato più resistente, l’ha scopata più a lungo, facendola godere due volte. Ha schizzato sul suo ventre. Poi il terzo. Nel frattempo si erano aggregate anche alcune studentesse. Si limitavano a guardare, sole o con il proprio ragazzo. Non erano ancora cotte al punto giusto. Mi sono voltato e ho visto altri maschi in fila. Aurora non smetteva di godere. Il terzo “scopiamolacopy” aveva il cazzo molto più grosso dei primi due. La pompava con ritmo sostenuto. Aurora ha aperto gli occhi, mi ha guardato per un attimo e ha sorriso, senza rendersi conto di cosa stava succedendo. Mi sono alzato e ho appoggiato la mia cappella, ancora umida, tra le sue labbra. Quando il terzo è uscito, ho intravisto la sua fica colare come una fontana per la sborra che le era stata versata dentro. L’ha scopata un quarto, poi un quinto, altri si sono messi in fila. Aurora non smetteva di succhiarmelo, le ho sborrato in bocca, ha ingoiato e sbavato. Lo spettacolo era di una tale bellezza che anche le ragazze si stavano facendo prendere. Biblicamente. Era in corso una piccola orgia con una protagonista e parecchi comprimari. Mi si è avvicinata una di loro, mi ha rivelato di avere un fidanzato che doveva andarsene. Se gli facevo saltare la coda me l’avrebbe data. L’ho guardata. Una bella fichetta poco più che ventenne, capelli biondi corti, tette minute. Le ho chiesto di spogliarsi. Ha tolto vestitino e mutandine e si è sdraiata di fianco ad Aurora. Il suo ragazzo le ha tenuto la testa e l’ho subito riempita. Poi è entrato in Aurora saltando la fila. Una scopata veloce e divina, la mia. Il ragazzo ha preso Aurora di peso e l’ha girata per poterla montare a pecora.
Nel frattempo due coppiette copulavano in piedi. Prese da dietro, una di fronte all’altra, appoggiate per sostenersi reciprocamente, le ragazze si baciavano. Uno spettacolo. Ora per Aurora il sesto. L’ha fatta godere e ha goduto, lasciando il posto al settimo. Io volevo unirmi a una delle due coppiette, ma avevo appena sborrato, dovevo aspettare. Uno dei ragazzi in coda, stufo di attendere, si è messo in ginocchio sul tavolo, di fronte a Aurora, e ha appoggiato il cazzo sulle sue labbra. Senza esitazione lei ha preso a succhiarlo, lasciandosi scopare anche la bocca. Mancava solo il culo. Aurora mugolava piena e godeva in loop. Avevo ormai smesso di contare quanti cazzi aveva preso. Tra l’uno e l’altro intravedevo la sua fica slabbrata e tracimante. Ebbe un sussulto e capii perché, il numero 11 o 12 o 13 le aveva preso il culo. Finalmente. Il giovinotto la inculava con colpi rudi e potenti, la pompava a sangue. Quello che le aveva scopato la bocca nella bocca si scaricava, quello che la stava incculando ha svuotato i coglioni nell’intestino. Altri si sono succeduti velocemente. Ho poi visto che uno dei ragazzi era dotato un cazzo asinino. Si è avvicinato. Quando gliel’ha infilato Aurora ha spalancato la bocca, emesso un grido e sollevato le gambe per poggiarle sui fianchi del ragazzo. Farlo entrare tutto e bene l’obiettivo. Io ero al suo fianco, mi guardava con occhi allucinati che sembravano seguire gli invisibili movimenti di quella grossa nerchia. Di nuovo in tiro ho abbrancato una ragazza che assisteva sditalinandosi. Mi ha invitato a scopare anche sua sorella, presente ma un po’ defilata. È andata a prenderla, l’ha stesa a terra, mi ha fatto stendere sopra, ha preso il mio cazzo e l’ha infilato nella fica della sorella. “Quando lei ha goduto scopi me mentre il mio ragazzo ci guarda”. Detto fatto. Aurora si aggrappava al tavolo per reggere l’ennesima monta, violenta e animalesca. Urlava di dolore e piacere, finché non le è stata tappata la bocca da un altro cazzo. È quasi svenuta. L’hanno sborrata in simultanea. Quando il ragazzo si è sfilato, ho visto la sua fica oscenamente aperta. Il mio ultimo orgasmo ha onorato non so chi, non conoscendone il nome. Stop. Se ne sono andati tutti, lasciando Aurora stesa sul tavolo con il culo sfondato e la fica stracolma. Mi sono avvicinato, mi ha guardato stremata. “In quanti mi hanno...”. Non ho risposto. Abbiamo raggiunto la nostra auto e siamo partiti. Mi ha guardato negli occhi e ha abbassato lo sguardo. 
“Credo di aver bevuto troppo e di essermi lasciata andare”. L’ho baciata e le ho chiesto se le fosse piaciuto. Ha cercato di non rispondere, ma poi, a denti stretti, ha ammesso di aver goduto come mai prima. Era la sua prima volta, ora con regolarità la porto in un club dove assisto alla sua monta. Aurora ama farsi chiavare da tanti maschi e questo mi fa godere.

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