HISTORIA TìTULO: Veronica e la seconda gita in moto con videochiamata. 
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Veronica e la seconda gita in moto con videochiamata.

by oibo
Visto: 184 veces Comentarios 0 Date: 20-05-2026 Idioma: Language

Passa quasi un mese e le belle giornate ancora non arrivano, le previsioni davano che per la settimana prossima arrivava l’alta pressione. Così le mandai un messaggio invitandola per giovedì a una uscita in moto fino a Gaeta dove avremmo comprato un paio di tielle per portarle a casa. Calcolo un’ora per l’andata e una per il ritorno, 30 minuti di passeggiata e 30 minuti in pizzeria,ok ci vediamo alle 10 così alle una stiamo a casa. Mi rispose con un ok e con un bacio. Partiamo in orario, ma arrivati a sperlonga ci becchiamo la nuvola di Fantozzi. Siamo costretti a fermarci sotto un ponte ma eravamo come pulcini bagnatissimi. Da lontano scorgo una insegna di un b&b con tanto di tettoia, perfetto dico, andiamo. Come entriamo in camera ci togliamo gli indumenti bagnati, eravamo zuppi fino alle mutande. Mettemmo il tutto in un bustone e lo demmo al ragazzo del B&B che avrebbe provveduto a portarlo in lavanderia e in due ore erano pronti. Nel frattempo Veronica chiamò alfio informandolo del fatto, quale fu la sua risposta? …… amore se succede qualcosa voglio sapere tutto, anzi facciamo la video chiamata. Avevo sentito dalla doccia, e così Veronica mi raggiunse con il cell in mano che posizionò sul mobile davanti, come entrò in doccia le dissi…….. ma mi devo preoccupare……….. lei ridendo rispose….. un po'…….l’acqua caldissima era un sollievo alle nostre ossa infreddolite, ci abbracciammo e ci si insaponava a vicenda, che fica . Stavo per uscire dalla doccia quando mi ritirò dentro facendomi inginocchiare, me la mise in bocca per essere leccata, era proprio vogliosa, me la leccai con molto piacere, e visto che si muoveva molto, le misi un dito nel culetto, ma aumentò il movimento. Chiusi il getto della doccia presi gli accappatoi e ci avvolgemmo per finire sdraiati sul letto. Lei sempre con il cel in mano lo posizionò sul comodino, e, in modo selvaggio iniziò a cavalcarmi. Non avevo modo di muovermi. Mi aveva bloccato le mani sopra la mia testa, poi passò al missionario, ma aveva le sue mani sui miei fianchi, i suoi piedi piantati sul materasso e con il bacino alzato era lei che faceva su e giù al suo ritmo, ero proprio bloccato. Poi passò a pecora e anche qui era lei che si muoveva, come provavo io a muovermi, usciva il cazzo dalla fica e fui costretto a rimanere immobile. Lei mi stava trombando alla grande. lei si stava sfilando da me forse per prendersi la sborrata in viso, ma la tenni per i fianchi a pecora e glielo sbattei brutalmente nel culo. Ci fu un suo grido ahhhaaaa e guardando il cell disse…….. amore me lo ha messo nel culo come mi fai tu, ahhhhhhhhh godo godo godo e stramazzò di lato, io con il cazzo in mano salii sul suo viso e la annaffiai. Lei dopo qualche respiro prese il cell e si inquadrò per la gioia del marito. Bussarono alla porta, ci volle andare lei, tutta nuda e il viso pieno di sborra. Era il ragazzo con i nostri indumenti asciutti. Che scena…….. il ragazzo rimase di stucco, consegnò quelle 3 stampelle e scappò letteralmente lungo il corridoio. Lei si fece una succulenta risata. Riprese in mano il cell, baciò il marito dicendogli … ciao a più tardi. Nel frattempo smise di piovere e tornò il sole, pagato il B&B uscimmo, presa la moto andammo a comprare la tiella. Ne prendemmo tre, una ai polpi, una con la scarola e l’altra con le cipolle. Veronica nel frattempo era in video chiamata e mostrava al marito le pizze dicendogli che saremmo rincasati x le 19, e che quella sarebbe stata la cena e che doveva pensare al vino. Ce la prendemmo comoda , una bella passeggiata sul lungo mare per poi arrivare alla moto. Il ritorno fu più breve, ci mettemmo molto di meno. Motivo? Avere quelle due tette che ti premono sulla schiena e la sua patata ( termosifone) se si strofinava sul mio fondoschiena mi mandava ai pazzi. Come arrivati scendemmo in garage per parcheggiare la moto, preso l’ascensore arrivammo al piano, io portavo le pizze. Veronica suonò il campanello, ci venne ad aprire Palmira, grandissima amica della coppia, baci abbracci ecc ecc. andiamo in cucina a posare le pizze, Veronica si avvicina al mio orecchio e con un sussurro mi racconta che Palmira è una sua amica di università e che il marito sbava per lei. Veronica coglie l’occasione per andarsi a cambiare e lo stesso faccio io, esco e vado al piano di sopra. Come riscendo trovo tutto apparecchiato e Palmira stava dividendo le pizze in spicchi. Quella con la scarola e quella con la cipolla la ripassano al forno, quella con il polpo è nel piatto e iniziamo i giochi. Brindisi con il vinello scelto da Alfio ben ghiacciato, e l’atmosfera iniziava a riscaldare al primo bicchiere. Tra me e veronica durante le gite e quella sera, non c’erano sbaciucchiamenti, mentre Alfio e palmira era un continuo, tra un boccone e l’altro con strizzate di tette e palpate di fica. Veronica ci rideva su, vedi…. Che ti avevo detto, lui è pazzo di lei, e tu ti sei ricaricato? Non vedevo l’ora che iniziassero i giochi, Palmira era un bel tipino, quinta di seno , 1,75 di altezza e secondo me stava sui 65 kg con i fianchi un po' larghi e culo abbondante ma non troppo. La sua specialità che incantava Alfio sono i bocchini e le inculate preferibilmente a smorza candela, e lavoretti di lingua mentre marito e moglie trombano. Finita la pizza , l’ultimo bicchiere lo usiamo per brindare a noi, veronica mi prende per mano e ci dirigiamo in salotto dove mi fa accomodare su di una poltrona, ….. stai qui e goditi l’inizio dello spettacolo……..ci raggiunsero anche gli altri che si accomodarono davanti a me con Alfio al centro. Ci fu una movimentata pomiciata, con veronica che lo baciava e palmira lo spompinava, alternandosi. Come lo videro pronto, ovvero bello duro, Veronica ci si impalò, di culo per la gioia di Alfio, Palmira si fiondò sulla sua fica con una leccata da manuale tanto che, in pochi minuti raggiunse un orgasmo di quei rumorosi che la fece saltare in piedi e tuffarsi su di me…… che spettacolo……. La accolsi a braccia aperte , la sentivo tremare come se avesse freddo, ma erano ancora gli spasmi del suo orgasmo. Seduta un po' di traverso su di me, la sua chiappa era proprio sul mio pisello duro come il marmo per tutta la situazione, Veronica senza staccare le sue labbra dalle mie, con una mano lo prese e ci salì sopra a cavalcioni prendendoselo. Le sue labbra si staccarono leggermente dalle mie per potermi dire………. Non ti muovere… mentre Palmira messa a pecora soddisfava le voglie di Alfio. Ogni tanto si sentiva qualche frase……. Si tutto nel culo…….. si si riempimi ecc ecc . Veronica a cavallo su di me aveva un movimento dolce , lento, un po' rotatorio con qualche su e giù, e le nostre labbra ancora non si staccavano, stavano recuperando tutti i baci non dati in questi mesi. Palmira e Alfio cambiarono posizione, lei si mise alle missionaria ma con le gambe alzate che alfio la teneva per le caviglie, e usavano tutti e due i buchi in modo alternato. Uno strano verso attirò la nostra attenzione, Alfio stava sborrando in bocca a Palmira che ingorda mandava tutto giù. Ambedue si sdraiarono sul divano esausti. Veronica continuava quel suo lieve movimento che me lo faceva rimanere in tiro, e , era riuscita a raggiungere due orgasmi. Ma quando informai Veronica che avevo le palle che mi dolevano, aumentò la cavalcata ad un ritmo selvaggio che ci portò all’orgasmo, ma non mi volle dentro, se lo prese in bocca fino all’ultima goccia. Il mio cazzo aveva perso la consistenza e nonostante ciò se lo teneva ancora in bocca e ci giocava di lingua. Era la giornata delle coccole, baci e passione. Si sentì ronfare, era Alfio che aveva ceduto alla stanchezza , contagiando Palmira. Veronica mi prese per mano e andammo a fare un doccia. Un po' l’acqua calda, un po' le sue mani che insaponavano, la feci appoggiare mani al muro e vai a più non posso, la trombai nuovamente bene bene, e al suo orgasmo seguì il mio nella sua bocca. Un’altra insaponatina e una volta asciugati io mi rivestii mentre Veronica vidi che prese del lubrificante e se lo mise nel culetto, io le chiesi se era tutto a posto…….. lei con un sorrisino disse……. La notte è lunga e lo preparo. Vista l’ora tarda, la abbracciai salutandola, lei se ne andò in camera……. Li aspetto qui disse, io chiusi la porta alle mie spalle e me ne andai a casa che dopo poche ore andavo a lavorare.



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