HISTORIA TìTULO: storia vera 
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HISTORIA

storia vera

by carloanna
Visto: 630 veces Comentarios 4 Date: 25-03-2026 Idioma: Language

E’ passato un po' di tempo dall’ultimo racconto ma questa esperienza mi fa sentire il bisogno di condividerla con tutti voi. Come gli altri racconti anche questa è una STORIA VERA. Considerato l’età è un po' di tempo che le nostre avventure si sono affievolite molto. Lei dice di non sentirsi più a suo agio che a volte si sente fuori luogo per cui i giochi di provocazione che faceva mostrandosi in modo apparentemente causale ormai sono rari, è molto restia a farlo come le nostre serate in privè si sono ridotte ad un paio di volte l’anno. Anche per questo sento maggiormente il bisogno di condividere, soprattutto con altri mariti, le nostre esperienze. Parlare di lei, del suo modo di essere femmina, mi provoca sempre una forte eccitazione. Circa un anno fa Anna a seguito di un concorso interno si presentò l’opportunità di un trasferimento ed essendo vicino alla pensione ritenemmo questa una cosa molto favorevole visto che avrebbe avuto un ruolo maggiore, sarebbe passata Dirigente quindi uno stipendio più alto e un calcolo della pensione prossima molto vantaggioso. Sono due mesi che ci siamo trasferiti in un'altra città Viterbo. Dalla notizia del trasferimento al passaggio effettivo, nonostante gli impegni del trasloco e dei preparativi non sono mancate alcune avventure, soprattutto con due suoi colleghi, ma questa è una cosa che probabilmente racconterò in un altro momento. Qui a Viterbo non conosciamo niente e nessuno per cui abbiamo avuto non poche difficoltà anche solo per spostarci. Anna come si è capito è molto estroversa, e non ci è voluto molto a conoscere un po' di persone che potessero darle delle dritte per la vita quotidiana. In particolare mi racconta di aver fatto amicizia con un commesso di un supermercato dove spesso si reca per fare la spesa in quanto era fornito di tutto. Lui vive a Viterbo da oltre 20 anni ma era come noi di origini napoletane. Spesso quando mi diceva che aveva avuto dei suggerimenti su dove fare questo o quello e queste cose le venivano suggerite sempre da questo commesso: Ciro. Un giorno che uscimmo assieme a fare la spesa le chiesi di farmi vedere chi fosse questo Ciro. Un uomo di circa 60 anni, bel fisico e molto giovanile, ma soprattutto come lei, molto loquace ed estroverso, con la battuta sempre pronta e molto scherzoso con tutta la clientela femminile. Quando arrivò il suo turno io mi trovavo un po' in disparte, curiosavo tra i banchi ma guardavo sempre Anna. Tornammo in macchina per rientrare e lei mi chiese come mi era sembrato e se condividevo il fatto che fosse una persona molto simpatica. Senza esitare le dissi che secondo me ci piaceva molto e che quando si era allontanata dal banco lui l’ha seguita con gli occhi senza staccarli dal culo. Ma lei subito mi zittisce, secondo me per evitare di riprendere la proposta che da quando siamo arrivati in questa città le faccio. Riprendere la nostra normalità soprattutto nel sesso ma che Lei ha sempre detto di non volerne parlare perché quel tempo era passato. E’ passato un mese da quando siamo qui ed una sera che torna a casa dice che Ciro le aveva indicato una pizzeria fuori Viterbo dove fanno un’ottima pizza napoletana e quindi il sabato successivo ci siamo messi alla ricerca di questa pizzeria ma non siamo riusciti a trovarla. La settimana successiva torna a casa e mi dice che Ciro le aveva proposto di accompagnarla qualche giorno che coincidevano de disponibilità visto che era la strada che lui faceva per rientrare a casa. Subito ne approfittai per stuzzicarla di nuovo dicendo che avevo ragione in quello che avevo visto cioè che se la voleva chiavare, ma lei sempre no che ero fuori strada. Da quella sera quando la chiavavo le parlavo di Ciro e di quello che secondo me voleva. Lei, come sempre, si eccitava tantissimo e mi diceva quello che avrebbe fatto. Una sera tornanta a casa mi disse che Ciro le aveva chiesto se poi avesse trovato la pizzeria ed eventualmente poteva accompagnarla lui un giorno di quella settimana perché finiva alle 15 e però avrebbe potuto aspettarla visto che quando finiva di lavorare aveva sempre qualcosa da fare in zona. Senza fare allusioni le dissi che poteva essere una buona idea così avremmo potuto trovare un posto buono dove andare qualche sera. E li subito aggiunse che comunque non c’erano problemi perché lei lo avrebbe seguito con la macchina. Dopo qualche giorno Anna mi dice che si erano messi d’accordo per il giorno dopo alle 18 fuori dal supermercato. Il giorno dopo tutto procedeva nella massima normalità ci siamo sentiti come sempre alcune volte durante la giornata e ogni tanto la stuzzicavo dicendole di andare piano la sera con Ciro e che eventualmente a limite ci poteva fare un bocchino ma lei mi diceva di smetterla e che comunque ognuno sarebbe andato con la propria auto. La sera erano circa le 6 e mezza mi manda un messaggio dicendo che stava andando a vedere la pizzeria con Ciro ma che stava in macchina con lui e poi mi avrebbe spiegato. E lì subito ne approfittai per dirle che avevo ragione che avevo visto bene e scherzando le dissi: Attenzione che ti rompe il culo. E lei mi fa ”e che deve rompere più AHAHAHAH” Verso le 8 mi manda un messaggio e mi scrive: “tra poco sto a casa. Tutto bene poi ti racconto”.
Alle otto e mezza eccola che rientra e le faccio allora cosa mi racconti? Avevo ragione? E lei: Si avevi ragione. Qui racconto la nostra discussione:
Ci siamo incontrati e mi ha offerto prima un caffè al bar vicino al supermercato, ma tutto normale. Preso il caffe mi ha detto di lasciare la mia macchina lì visto che per la chiusura del supermercato doveva stare di nuovo lì per una riunione con il direttore. Siamo saliti in macchina ed appena avviati mi ha detto che ero una bella donna, si vedeva che ero napoletana non come le Viterbesi che hanno la puzza sotto al naso, come se la tenevano solo loro. Mentre guidava il suo sguardo cadeva sempre sulle cosce e sull’apertura della camicetta.
E che hai fatto dai zoccolona ti sei scoperta di più le cosce?
No perché portavo i collant, però gli ho detto che mi toglievo il giaccone perché poi avrei sentito freddo. Ho tolto il giaccone ma mi sono aperta l’altro bottone della camicetta così che poteva vedere almeno il reggiseno.
Hai visto che sei una puttana? Te lo volevi chiavare vero?
Ma no mi andava di farlo eccitare. Siamo arrivati alla Pizzeria che non era molto lontano dal supermercato, un paese proprio vicino Viterbo Vetralla. Visto la Pizzeria mi chiese se ero stata al lago di Bolsena. Gli dico di no e lui mi fa che era lì vicino e che non potevo perdermi quel posto.
Mentre parlavamo del più e del meno lui non mancava di farmi i complimenti che si facevano sempre più audaci.
Quindi le chiedo cose le diceva.
Mi fa che avevo un bel fisico che nonostante l’età ero molto sexy. Tu dici? Ma dai ho 65 anni e lui mi fa che nonostante l’età lui tra una donna di 30 anni e me avrebbe preferito me. Ed io in che senso scusa. Nel senso che tra una di 30 anni e te scoperei mille volte te.
Ma dai stai esagerando.
No assolutamente Posso essere più chiaro e sincero? Ed io ovviamente gli dico si. E lui cosa che non mi aspettavo mi fa Hai un culo fantastico e due zizze favolose.
Hai visto che avevo ragione quando ti ho detto che ti guardava il culo mentre andavi via?
Stai zitto stronzo.
E che hai fatto? Che hai detto?
Niente l’ho guardato in faccia e mi sono toccato le tette con le due mani stringendole e gli dico, davvero? Ma guarda che sono mosce. E lui ha preso la palla al volo e me l’ha toccate stringendole con una mano e mi fa: noooo hai due zizze spettacolare te le succhierei tutte.
Ma questo sempre guidando?
Si ma stavamo ormai sul lungo lago. C’era una specie di pineta. Era quasi deserto anche perché erano le 7 e mezza ed era già scuro.
E poi?
Ha trovato un posto ed ha fermato la macchina. Appena fermo si è avvicinato e mi ha baciato.
Con la lingua?
Si
E poi?
Mentre ci baciavamo con una mano mi ha tirato fuori le zizze e le accarezzava e con l’altra mi ha messo la mano fra le cosce toccando direttamente la fessa. Ma avevo i collant.
E tu?
E che dovevo fare gli ho preso il cazzo in mano che era già bello duro. Gli ho sbottonato il pantalone l’ho tirato fuori ed ho iniziato a menarlo.
E lui?
Tentava di abbassarmi i collant ma non ci riusciva, così me li sono tolti io, ho tolto collant e slip assieme. Lui nel frattempo ha abbassato tutti e due sedili.
Quindi gli hai fatto vedere la fessa?
Si. Si è abbassato con la testa fra le cosce voleva leccarmela ma non ce la faceva in macchina stavamo stretti così l’ho fatto sdraiare e glielo ho preso in bocca.
E lui?
Lui appena me lo sono messo tutto in bocca ha dato un gemito di piacere come se fosse di liberazione.
Dai fammi vedere come glielo hai preso in bocca.
Si è avvicinata di più, già stavo con il cazzo fuori in mano. Mi ha fatto stendere e me lo ha preso in bocca.
Lo leccavo così. Ecco poi lo mettevo tutto in bocca e con la lingua lo leccavo. Lui mi teneva due dita nella fessa. Mi ha fatto bagnare tantissimo. Poi dalla fessa ha toccato il buco del culo. Ma tu sai che quando sono bagnata il culo subito si apre. E lui mi dice che gran culo che hai che bocchino che stai a fare. Te lo voglio mettere in culo. Dai mi fai impazzire.
Mamma mia lo hai fatto impazzire dai succhiami, e lei.
No non sfacciare ancora. Ti voglio far venire come è venuto lui.
Ed ha ripreso a pompare fino a quando non ce l’ho fatta più ed ho sborrato. Lei mentre sborravo ha ingoiato e poi mi ha leccato tutto il cazzo per pulirlo bene.
Così hai fatto con lui?
Si mi ha sfacciato in bocca ho ingoiato piano piano tutto e poi l’ho leccato tutto. Non aveva un cazzo molto grosso. Normale. Ma bello duro. Mi è piaciuto.
E poi?
E poi niente ci siamo ricomposti, ci siamo baciati ancora ed ha detto che mi vuole rivedere. Vuole stare più tempo assieme ma in albergo.
E quindi?
Gli ho detto non so. Vediamo. Lui mi fa guarda che sono una persona seria con me puoi stare tranquilla anche perché se a lavoro immaginano una cosa simile perdo il posto. Tranquillo. Non preoccuparti io ci tengo alla mia reputazione e non so come è capitato.
Qui Mi faccio una risata e le dico: Si la santarellina, lei è la monaca di Monza glielo dico io i centinaia di cazzi che ti sei presi nemmeno una puttana ne ha presi quanto te.
Si però ti piace che sono così. Tu mi hai portato a prendermi tutti questi cazzi.


Añ CASEADE 4 COMENTARIOS:
  • avatar Maxim1111 ...bel racconto, avvincente e intrigante.

    26-03-2026 18:43:51

  • avatar Maxim1111 ...bel racconto, avvincente e intrigante.

    26-03-2026 18:35:08

  • avatar luno WOW ..INTRIGANTE

    26-03-2026 08:28:57

  • avatar 70anni Un marito così bravo, merita che la prossima volta lei gli porti a casa la figa ben piena di sborra.

    26-03-2026 07:55:08






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