HISTORIA TìTULO: Il miglior carsex di sempre pt.2 
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ESPANA


HISTORIA

Il miglior carsex di sempre pt.2

by Tommyardi
Visto: 113 veces Comentarios 0 Date: 19-05-2026 Idioma: Language

....Salii sull’auto, e non appena chiusi la portiera mi disse “Stavi andando via? Le hai fatto una bella impressione”. Una voce dal retro dell’auto: “mi sarebbe dispiaciuto, mi sembri un bravo ragazzo”. Si sporse in avanti Alessia, sorridendo.
In quel momento ero incredulo e felice. Non potetti fare a meno di complimentarmi con loro per la bella sorpresa e sottolineai il piacere e la fortuna di aver incrociato persone come loro e soprattutto una donna molto bella ed intrigante.
Michele non perse tempo e disse “allora che ne dite di fare un giro?”. Rivolgendosi verso di me aggiunse “tu se vuoi puoi andare dietro, si sta più comodi”. Mi voltai, guardai Alessia, le chiesi il permesso e mi fiondai sui sedili posteriori.
Com’è tutto assurdo e com’è tutto normale al tempo stesso. Perfetti sconosciuti che si ritrovano sul sedile posteriore di un’auto. L’auto iniziò a muoversi attraverso il parcheggio, con il marito alla guida.
Lei, nel frattempo, tolse il soprabito che poggiò sul sedile anteriore e tirando su la gonna per sistemarsi meglio mostrò le cosce; mentre la guardavo e la mangiavo con gli occhi, iniziammo a parlare di cose futili per rompere il ghiaccio. Michele, rimasto in silenzio fino ad allora, spostò lo specchietto retrovisore in maniera tale da poter guardarci bene e mi disse “rendetemi partecipe” e subito dopo “dai, ho capito da come la guardavi…puoi accarezzarla se hai voglia, è vera”.
Sicuramente avevano percepito il mio imbarazzo iniziale ma non me lo feci ripetere due volte e, dopo aver incrociato lo sguardo di Alessia, poggiai la mano sinistra sulla sua pelle morbida e vellutata e iniziai ad accarezzarla lungo tutta la coscia. Era calato il silenzio in auto ma sentivo gli sguardi di lui puntati addosso.
La mia mano si faceva strada tra le gambe accavallate che lei prontamente aprì leggermente per consentirmi di arrivare fin su alle mutande. Mi feci strada con le dita fino a quado dopo un po’ di carezze arrivai all’altezza della sua fica e con stupore mi accorsi che non indossava le mutande. Fu allora che il marito, sporse il braccio dietro e sventolandole nella sua mano disse “Se preferisci puoi mettergliele tu”. “sei il solito…Dai non interromperci” ribatté Alessia, che mi guardò ed iniziò a baciarmi.
Continuavo a toccarla sotto la gonna e sentivo che iniziava ad inumidirsi. Ero arrivato al clitoride e non vedevo l’ora di vederlo, carezzarlo e stuzzicarlo. Vidi il suo volto ed il suo sguardo cambiare... le mie dita erano già belle bagnate. sfilai, me le portai al naso per annusarle e poi le assaggiai.
Mi prese la mano, la portò sotto la gonna e mi disse “fai assaggiare anche a me”
“Ti sei eccitato?”, mi chiese guardandomi dritto negli occhi, le risposi con un cenno e come prova della mia sincerità indicai i miei pantaloni che lasciavano intravedere un bel gonfiore. Iniziò così a sbottonarmi i pantaloni. Il mio cazzo già faceva capolinea nelle mutande. Non sapevo se toglierli del tutto ma ci pensò lei ad anticiparmi e a abbassarli fin giù. Abbassai le mutande e subito senti la sua mano, ancora fredda, che, sfiorandomi i testicoli gonfi, afferrava con delicatezza il mio cazzo. Aveva le mani fredde e le mie palle si ritraevano ogni volta che le toccava ma era tutto molto eccitante. “Eh si, adesso si sta eccitando eccome il ragazzo”. Michele, mentre percorreva uno stradone della zona industriale non ci staccava gli occhi di dosso e la cosa, con mia sorpresa, mi arrapava ancora di più. Poi prese ancora le mutandine di sua moglie e lanciandole dietro ci disse “Fatemi felice….le voglio sentire inzuppate”. Alessia staccò le mani dal mio cazzo, le afferrò, si stese sul sedile con le spalle sulla portiera e mi chiese gentilmente di rimettergliele. Subito le tolsi i tacchi che indossava e le sollevai le gambe. In quel gesto fui attratto ancor di più dal suo corpo, non perfetto ma decisamente arrapante. Iniziai a baciarla, dalla caviglia fino ad arrivare all’inguine, alternando baci a piccole leccate. Sentivo il suo corpo sempre piu caldo e man mano che salivo il profumo da donna si faceva intenso. Fino a quando non arrivai con la faccia davanti alla sua fica. Inspirai profondamente e fui pervaso da un odore mai sentito prima, tanto dolce quando acre. Davanti a mae la sua fica depilata, le grandi labbra sono aperte e le piccole labbra sono abbondanti. Una gran bella fica. Le diedi una leccata intensa, quasi per stuzzicarla, assaporai quel turbinio di sapore poi mi diressi alla sua bocca. Le sfiorai le labbra e poi scesi di nuovo giù pronto a farla godere con la mia lingua ma non appena cercai di scendere verso la sua gonna, prese le mutandine, e facendomi segno di rimetterle, socchiuse le gambe sollevando i piedi. Gliele infilai e iniziai a massaggiarle il clitoride per farla bagnare ancora più.
Quel gesto era anche più arrapante dello sfilarle.
Ci toccavamo e ci accarezzavamo ovunque. Le mie mani andavano sotto la gonna accarezzandole il culo, strizzando le chiappe, spostandomi poi in avanti per constatare che ormai le mutandine era sempre più zuppe. e mentre la baciavo il mio cazzo era nelle sue mani che andava su e giù. Una sensazione bellissima, non riuscivo a distogliere i miei sguardi dai suoi occhi e dal suo viso accattivante.
Lei mi invogliò ancora sbottonandosi la camicetta e scoprendosi il seno, piccolo per i miei gusti ma bello sodo. Le mie mani afferrarono le sue tette iniziai a massaggiarle prima e leccarle poi con avidità.
Sempre più eccitata spingeva il mio viso verso il mio seno costringendolo a succhiarmi i capezzoli... prima uno... poi l'altro.
Tutto quello che avevo immaginato quando ero al bar si stava realizzando.
Tra una curva ed un’altra, presi da una irrefrenabile voglia, mi ritrovai con le dita dentro un lago…era ormai tempo di togliere quelle mutandine zuppe dei suoi umori. Me le tolse di mano e le lanciò sul marito che non ci pensò due volte a prenderle e annusarle “Tra un po’ ci fermiamo” aggiunse. Ci accorgemmo entrambi che aveva slacciato i pantaloni ed aveva iniziato a toccarsi, ma nessuno di noi due, dietro, sembrò interessarsi della cosa.
Alessia si sporse in avanti per raggiungere un pacco di salviettine che era pronto all’uso sul sedile. Avevo già capito le sue intenzioni. Mi sfilò del tutto i pantaloni, si abbassò e prese il cazzo in mano, guardandolo attentamente, passò una salviettina, su tutta l’asta e sul glande. Dopodiché sollevò lo sguardo per vedere prima la mia faccia e, giratasi, cercando l’approvazione del marito iniziò a succhiarmelo come non mai.
Lo scappellò e lo leccò da cima a fondo come fosse un gelato che stava sciogliendosi. Poi ancora fece dei piccoli cerchi con la lingua intorno alla mia cappella e subito dopo lo infilò di nuovo tutto in bocca muovendosi avanti e indietro.
Eravamo tutti eccitati. Michele davanti si muoveva sempre di più, quasi come se volesse partecipare, Alessia stava gustando, con piacere, il mio cazzo ed io…io non potevo che godere come un porco… ero letteralmente al settimo cielo.
Ero sconvolto ed eccitato da questa incredibile esperienza, mai provata prima: era qualcosa di molto intrigante perché assolutamente insolita. Mi eccitava l’idea di poter godere, mentre lui percorreva tranquillamente le vie della città con il rischio che, ad ogni semaforo, qualcuno avesse potuto vedere noi due, dietro, far sesso.
“Dai, si cosi, continua” urlai. Lei con le mani, da abile pompinara, cominciò a massaggiarmi le palle ed il sotto palle, sfiorando anche il buco. Ero sempre più vicino a venire e lei lo sapeva. Alzava lo sguardo, scrutando nei miei occhi il livello di goduria perché si aspettava che da un momento all’altro schizzassi.
Ad un tratto interruppe quel pompino magistrale, così sul più bello, si leccò la saliva che era intorno alle labbra, tolse le mie mani dal suo corpo e si sporse in avanti. Mi diede le spalle, mettendosi a pecora e si avvinghiò al marito baciandolo con passione. Iniziò a leccare e a pomiciare con Michele che, distratto dalla situazione, sembrava rallentare sempre più. Io assistetti alla scena, interdetto, ma se in primo momento ero anche un po’ schifato, dato che lui stava leccando quella lingua che fino a qualche secondo prima era sul mio cazzo ma subito dopo quella sensazione di disgusto lasciò il posto alla curiosità: ero sempre più arrapato. Avendo il suo culo davanti a me che si muoveva, mentre baciava il marito, infilai le mani sotto la lunga gonna ed iniziai a toccarla. Stavo esplorando al buio le sue natiche, il suo ano, raggiunsi le sue labbra e così per un po’ la sentii di nuovo mia. Mi alzai dal sedile, scorsi che lei gli aveva sbottonato i pantaloni e avvicinandomi al suo orecchio e le dissi “succhiami il cazzo! Fammi venire”. Sembrò non capire più niente dopo quelle parole: si girò all’istante verso di me, snobbando il marito, mi fece rilassare sul sedile e riprese a leccarmi da dove aveva interrotto.
Continuò a succhiarmelo, prima pian pianino, poi sempre più velocemente, fin quando appoggiai la mano sulla testa costringendola a rimanere con più della metà del cazzo piantato in gola. Lo sentivo pulsare sempre più e lei capì che stavo per venire. ....

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