Storia vera di due mariti e una moglie
by ampsicoraQuesto che segue è il racconto che ho chiesto di fare all’amante di mia moglie.
Non sono abituato a far partecipi altri dei miei affari, tantomeno della mia vita privata, ma farò un’eccezione per accontentare un caro amico, e complice, che mi ha chiesto, già da diverso tempo e diverse volte, di mettere nero su bianco la storia che riguarda lui, sua moglie, me e mia moglie.
Questo racconto sarà basato solo ed esclusivamente su fatti, e non su idiozie o fantasie più o meno credibili che si trovano nel settore racconti di LMO. Gli unici non veri sono i nomi, ovviamente sostituiti per una questione di privacy.
Sono Luca, un imprenditore del nord Sardegna di 66 anni, sono sposato con mia moglie, Lucia 63 enne, da 40 anni. Abbiamo due figli ormai grandi che vivono per conto loro.
Da almeno 20 anni, frullano nella nostra testa fantasie che definire trasgressive è dire poco. Come nella maggior parte delle coppie, dopo vent’anni di matrimonio, si cerca di capire se ci possano essere degli stimoli per ravvivare un rapporto che pian piano tende alla routine per non dire alla noia. Ovviamente mi riferisco al lato sessuale della convivenza.
Come sarà capitato a tanti altri, diversi anni fa, mentre navigavo su internet, sono incappato nel sito LMO. Ovviamente la curiosità mi ha subito spinto ad iscrivermi e, con piacevole sorpresa, ho scoperto un mondo di cui avevo solo una vaga idea. Fino ad allora il massimo delle trasgressioni erano state scopare con le finestre aperte negli hotel dove trascorrevamo le vacanze, masturbarci a vicenda di nascosto nei sedili posteriori nell’auto di amici mentre andavamo da qualche parte, girare in auto per le vie affollate con mia moglie indosso un leggerissimo vestito dal quale, chissà come, sbucavano le sue tette mentre sguardi estranei gliele mangiavano con gli occhi. Tutto ciò ovviamente lontani dalla nostra città. Qualche volta, mentre scopavamo, capitava di chiederci reciprocamente con chi avremmo voluto scopare tra le nostre conoscenze, tanto per cambiare. Tutto ciò era sì eccitante ma LMO ci aprì uno squarcio su un mondo fino ad allora solo immaginato. Come penso sia successo a molte altre coppie, la novità ci attrasse molto e le nostre fantasie più spinte iniziarono a galoppare a mille, con le scopate diventate incandescenti sognando di essere in tre o in quattro a godere nello stesso letto. Con il tempo però mia moglie si è pian piano allontanata dall’idea di mettere in pratica quelle fantasie pur continuando ad eccitarsi all’idea, mentre io continuavo, e continuo tuttora, a desiderare di trasgredire inserendo altri nel nostro letto.
La mia intenzione, da subito, è stata di quella di trovare un complice con gli stessi desideri e con le stesse voglie di trasgressione. E ciò comportava ovviamente di fare delle scelte tra le migliaia di iscritti a LMO. E qui intervenne la consapevolezza di ciò che veramente avrei voluto, con le conseguenti possibili opzioni e o rifiuti. Quindi doveva essere un marito, come me, in quanto stessa situazione, stesso bisogno di massima riservatezza, stessa assoluta necessità di evitare sputtanamenti con le proprie famiglie. Non me ne vogliano i bull ma chi ha moglie e famiglia ha molto più da perdere rispetto a un single.
E poi, ad essere sincero, la maggior parte dei bull che si presentano (non tutti sia chiaro) mi danno l’impressione di essere dei morti di figa in cerca una scopata gratis. Per non parlare della volgarità di mettere in evidenza solo il proprio pene, magari con qualche lattina a paragone. Vabbè, de gustibus!
Da scartare a priori tutte le esagerazioni e le trivialità gratuite, niente epiteti umilianti tipo vacca, scrofa, sborratoio e idiozie simili. Il turpiloquio fa parte della trasgressione ma anche lì non guasta un minimo di buon gusto. Soprattutto a tempo e luogo.
Che poi io non sarò un superdotato ma con i miei normalissimi 16 cm. faccio godere mia moglie senza problemi. Ai tempi dell’università, quando le occasioni erano numerose, ho avuto modo in cinque anni di far godere almeno una decina di colleghe. Questo per dire che né a me né a mia moglie serve una mazza da baseball da invitare tra le nostre lenzuola. Chi si vanta di avere dotazioni asinine dovrebbe capire che non tutte le donne hanno la figa elefantiaca. Molto meglio una dotazione normale ma una quantità xxxl di neuroni. Quindi un complice perfetto è un marito normale con una spiccata propensione all’erotismo e senza tabù sessuali.
Altro dettaglio non trascurabile, doveva essere residente nella mia regione, altrimenti campa cavallo quando ci si sarebbe incontrati? Anche se per affari viaggio spesso in continente, la cosa sarebbe stata più difficile.
Insomma, penso che questa lunga premessa abbia inquadrato la mia situazione.
Dopo alti e bassi con vari contatti, ho avuto la possibilità di fare la conoscenza con vari mariti, ma per le più varie ragioni la relazione non è mai andata oltre qualche chat più o meno piacevole con scambi di foto o idee hard su possibili scenari.
Finalmente, dopo anni e ormai convinto che non avrei concluso niente di valido, circa un anno fa, lascio un msg di apprezzamento su una foto della moglie di Ampsicora. Lui mi risponde di aver gradito il complimento e di gradire anche le foto di mia moglie. Ci scambiamo il nick su un social. Come si dice, parafrasando un vecchio film, “qui comincia l’avventura”.
Lui Manuele, lei Valeria entrambi 59 enni, sposati da tanti anni, una figlia ormai indipendente, sono del sud Sardegna. Manuele è un impiegato tecnico, Valeria un’insegnante di matematica. Da subito scatta, tra me e lui, una piacevole sintonia. Stessi desideri trasgressivi, stessi timori di non riuscire a coinvolgere le nostre mogli. Dopo numerosi messaggi e chat hot, il tono delle quali si può immaginare, la nostra conoscenza si trasforma in una vera amicizia.
La cosa che più ha attratto l’uno all’altro è che a entrambi ci piacciono in egual misura le tre “combinazioni” possibili tra due coppie. Uno: Sesso a quattro, ma da subito riteniamo sia la cosa più difficile. Due: Io lui e sua moglie. Tre: Lui io e mia moglie. Escludiamo, in quanto utopia, le due lei con uno di noi.
L’occasione per conoscerci di persona arriva a maggio dell’anno scorso 2025, durante la Cavalcata Sarda a Sassari. Stabiliamo di incontrarci “per caso” come vecchi conoscenti, con le nostre mogli, loro ignare del nostro “piano strategico”.
Lucia, nonostante gli anni fa invidia a molte trentenni, è ancora quel tipo di donna matura che fa girare lo sguardo degli uomini per ammirarla (con mio sommo piacere). Al mattino prima di uscire la convinco a indossare una camicetta di lino bianca, leggerissima con sotto un reggiseno a balconcino trasparente che lascia intravedere la sua terza ancora bella soda. Un jeans chiaro aderente che le fa risaltare il bel culo. Décolleté con tacco slim da 8cm. Purtroppo, rifiuta di indossare il tacco 12 perché stiamo andando solo a vedere la Cavalcata. Comunque, una gran figa di moglie, modestamente. Io indosso jeans chiari e una camicia celeste di lino, un paio di mocassini neri. Anch’io mi sono conservato abbastanza bene negli anni e voglio fare bella figura con Valeria.
L’appuntamento è per le 12. Dopo aver visto un po’ di costumi sardi sfilare tra la folla, io e Lucia ci sediamo su una panchina dei giardini di viale Italia, finalmente all’ombra. Poco dopo Le 12 vedo arrivare Manuele con al braccio Valeria, non riesco a dissimulare la piacevole sorpresa. Valeria è una bella donna, forme morbide e un seno da sogno, almeno una quarta, indossa un vestitino a fiori leggerissimo e scollato che fa venire subito voglia, ai piedi dei sandali eleganti tacco 5. Manuele sembra che si sia messo d’accordo con me, stessa mise a parte la cintura. Anche lui è un bell’uomo che spero possa piacere a Lucia.
Ci salutiamo con calore facendo finta di esserci incontrati dopo tanti anni. Ci presentiamo e finalmente tocco la mano di Valeria dal vero, dopo averla vista in foto nuda 100 volte, e non solo nuda ma anche all’opera a letto col marito. Penso che Manuele stia facendo le stesse considerazioni su Lucia. C’è nell’aria un’elettricità palpabile, credo dovuta alla carica erotica che noi mariti sprigioniamo all’insaputa delle nostre mogliettine.
Taglio un po’ per non annoiare.
Insomma, invitiamo a pranzo Manuele e Valeria, per festeggiare il “fortuito incontro di due amici dopo tanti anni”. Al ristorante si parla del più e del meno. Mentre le signore parlano dei figli, di moda, di lavoro e fanno la recensione delle portate, io e Manuele ci concentriamo sfacciatamente sulle scollature delle rispettive mogli.
Di pomeriggio la coppia di amici parte per rientrare verso Cagliari. Ci salutiamo cordialmente promettendo di rivederci alla prima occasione. Con Manuele ci scambiamo uno sguardo soddisfatto e pieno di future promesse hard.
Nei mesi successivi, ogni volta che scopiamo, chiedo a Lucia se le sarebbe piaciuto che ci fosse anche Manuele ora con noi. Poiché le è piaciuto mi dice di sì, e ogni volta si eccita e veniamo godendo da matti all’idea. Invece quando le chiedo se le piacerebbe ci fosse lui e anche Valeria per scopare tra coppie, mi dice chiaramente di no. Questo penso sia dovuto alla competizione innata tra donne. Immagino una che squadra l’altra per vedere eventuali difetti, smagliature e inestetismi vari, e poi le donne sono molto più gelose e poco disposte a condividere il partner. Al contrario di noi mariti decisamente più porcellini.
Intanto mi sento spesso con Manuele. Mi riferisce che anche loro, mentre scopano, mi tirano dentro le loro lenzuola. La fantasia eccita molto Valeria che confessa a Manuele (felicissimo) che le sono piaciuto molto.
Trascorre qualche mese con contatti e chat continue tra noi mariti. L’amicizia tra noi aumenta e, insieme, aumenta la voglia di concludere finalmente qualcosa.
Un giorno di luglio mi trovavo ad Oristano per lavoro, mando un msg a Manuele che si prende un permesso di un paio d’ore e mi raggiunge. Alle 13 circa ci vediamo nel bar del centro commerciale e dopo un aperitivo andiamo al parcheggio, ci accomodiamo nella mia auto e ne approfittiamo per guardare le foto hot delle nostre mogli nei cellulari. Ovviamente si tratta anche di foto molto hard e l’eccitazione sale per tutti e due. Nonostante l’aria condizionata la temperatura si fa bollente. Chiedo a Manuele:” vuoi vedere quanto mi eccita Valeria?”, lui mi guarda e sorride: “finora ho visto l’eccitazione di tanti per Valeria solo in foto, e alcune le ho messe su LMO” ed io:” quindi? vuoi vedere dal vivo?” Manuele allunga la mano e con un certo tremore tira giù la zip dei miei pantaloni, con un tocco leggero fa scorrere la mano sul mio slip, mi sporgo un po' in avanti con il bacino e infilo le dita nel bordo elastico tirando giù lo slip, Il cazzo fa uno scatto in su e Manuele lo afferra e lo stringe. La sua mano fa leggeri movimenti in su e giù. Mi dice: “è la prima volta che tocco un altro cazzo che non sia il mio. La cosa mi sta eccitando molto e gli dico:” anche per me è la prima volta, ora voglio vedere quanto sei eccitato tu per Lucia”, allungo la mano e sbottono la sua patta, infilo la mano sotto lo slip e gli tocco il cazzo turgido e duro, è simile al mio anche nelle dimensioni. Per qualche intenso minuto ci tocchiamo eccitati. Ci troviamo in una situazione che fa salire l’adrenalina a mille. Ma dobbiamo raffreddare i nostri ormoni perché ci troviamo in un parcheggio pubblico, Manuele deve rientrare al lavoro e lo aspettano più di 100km. Ci ricomponiamo, ci guardiamo e scoppiamo a ridere, per la situazione imbarazzante e per aver osato infrangere un tabù di entrambi.
Seguono altre chat e scambi di foto e la nostra complicità aumenta.
A settembre, un giovedì, capita che devo andare a Cagliari per affari, avverto Manuele che sarò impegnato da un cliente fino a metà mattina e potremmo vederci dopo le 11. Ci incontriamo in un bar di piazza Jenne, ordiniamo due Bellini e, dopo qualche normale chiacchiera, decidiamo di predisporre un piano di attacco per la serata. Piano che sarà chiaro man mano che va avanti il racconto.
Valeria sarà impegnata a scuola fino alle 12,30, Manuele le invia un msg per avvertirla della mia presenza e che, per ricambiare l’invito di Sassari, vorrebbe mi invitassero a pranzo. Dopo qualche minuto, arriva il msg con l’ok. Manuele prenota subito un tavolo fronte mare in un noto ristorante del Poetto. I flute sono ormai vuoti, ci alziamo e ci dirigiamo all’auto di Manuele. Direzione l’istituto dove insegna la moglie.
Alle 12,30 tra alunni e docenti che sciamano via dal portone, vedo Valeria e anche lei mi scorge, un sorriso reciproco e mentre le stringo la mano ci baciamo sulle guance come tra amici. Manuele intanto è il ritratto del bambino felice che sta per scartare un nuovo regalo. E ad essere sinceri io lo sono più di lui.
In auto qualche convenevole tra me e Valeria, con un palpabile imbarazzo (o emozione?) tra di noi.
Ci rechiamo per qualche minuto a casa loro perché Valeria vuole cambiarsi d’abito. Io e Manuele aspettiamo seduti sul divano e lui mi conferma che piaccio a Valeria e che ormai faccio parte delle loro fantasie a letto. Mentre osservo la loro bella casa, sottovoce, ci scambiamo idee sul da farsi e soprattutto sul fare attenzione a non rovinare l’occasione.
Dopo qualche minuto, si presenta davanti a noi Valeria, la mise un po’ castigata da insegnante è stata sostituita da un abito leggerissimo di seta blu, scollatissimo che le lascia la schiena nuda, basterebbe spostare di pochi centimetri le sottili bretelline per farlo cadere ai suoi piedi. Chiede, rivolta a Manuele, ma di sicuro interessata al mio parere:” Va bene questo? Oppure qualcosa di più sportivo?” Rischiando di essere sfacciato rispondo io:” stai benissimo così, mi hai fatto prendere un colpo” Lei ride di gusto si copre le spalle con un leggerissimo scialle di pizzo e dice:” andiamo”.
Al ristorante trascorriamo un paio d’ore molto piacevoli, tra una portata di mare e l’altra, parlando un po’ di tutto, arte, viaggi, lavoro, ecc., intanto non tolgo gli occhi di dosso alla splendida donna che mi siede davanti, e non posso fare a meno di gettare lo sguardo sul suo seno che sembra voler straripare dalla scollatura. Siamo ormai al dessert e Manuele, come concordato, si alza e:” scusate vado un minuto alla toilette”.
Fisso negli occhi Valeria senza distogliere lo sguardo, lei fa altrettanto e dopo un po’ sorridendo mi chiede:” perché mi stai fissando? Mi si è rovinato il rimmel?” le prendo la mano che aveva poggiata sul tavolo nella mia e rispondo:” il rimmel è a posto, è solo che mi piaci e non posso fare a meno di guardarti, e i tuoi occhi mi piacciono anche senza rimmel”. Mi sorride:” che bel complimento! se ti sentisse mio marito potrebbe ingelosirsi” la guardo fissa e le dico:” magari gli farebbe piacere sapere che un altro uomo ti desidera” e lei fissandomi ancora più intensamente e sorridendo:” ti desidera? Addirittura?” ed ecco che arriva Manuele. Lei ritira la mano che intanto aveva lasciato nella mia e la mia risposta resta nell’aria che vibra di desiderio, mio di sicuro, ma credo anche suo.
Usciti dal ristorante Manuele, visto il bel tempo, propone una passeggiata lungo la spiaggia.
Camminiamo a un metro dalla battigia e, dopo una ventina di metri, Valeria:” con queste scarpe ho bisogno di due cavalieri che mi sostengano”. Ci prende a braccetto:” così va meglio”. Manuele approfitta per osare ancora di più e cingendole la vita mi invita a fare altrettanto e le dice:” così evitiamo che inciampi”. Non mi faccio pregare e le cingo la vita al di sopra del braccio di Manuele. Così la mia mano si trova sulle spalle nude e, rischiando, la faccio scivolare sotto il vestito oltre l’orlo laterale fino al bordo del reggiseno.
Non osai andare oltre per non rovinare il resto del piano.
Fu una passeggiata silenziosa ma innegabilmente una situazione molto intima… In un modo o nell’altro eravamo tre corpi uniti, l’emozione era palpabile per tutti e tre ma non era il caso di insistere in quel frangente.
Mi accompagnarono alla mia macchina e ci salutammo molto affettuosamente, con la mano di Valeria che restò nella mia per tutto il tempo.
A quel punto il piano programmato doveva proseguire.
Dopo mezz’ora circa, erano ormai le 20, telefonai a Manuele:” purtroppo ho avuto un guaio all’auto, ci sono problemi con il cambio automatico, a quest’ora non trovo un meccanico. Ho prenotato una camera in hotel e domattina porterò l’auto in concessionaria. Se vi va, vi invito a cena, scegliete voi il ristorante”
Al telefono sento Manuele che riferisce alla moglie la situazione, le dice del ristorante e le chiede se non sia meglio invitarmi a cena a casa loro. Il cuore mi batteva oltre la media, perché dalla risposta dipendeva il 90% della riuscita del progetto ideato da due mariti complici e lussuriosi.
La risposta arrivò dopo pochi minuti di ansiosa attesa. Avvertii Lucia del “problema all’auto e che avrei pernottato a Cagliari. Presi un Taxi (visto il guasto al cambio!) e dall’hotel dopo 15 minuti suonai alla porta di Manuele e Valeria.
La storia continua.
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