HISTORIA TìTULO: Confidenze 
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HISTORIA

Confidenze

by Prufrock
Visto: 63 veces Comentarios 0 Date: 23-08-2026 Idioma: Language

Sono Immacolata.
A voi la mail che ho mandato al mio uomo dopo un incontro e la sua risposta.
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Amore, mio perverso cuck, ti risparmia inutili dettagli. Il colore dell’intimo, come mi sono vestita, l’aver rassettato la moikanina, il fradicio tra le cosce. Sappi però che volevo apparire come un gelato di cui fare un solo boccone. Gusto fica. G mi aspettava nell’atrio del palazzo in cui abita, appartamento all’ottavo piano. Ascensore. Schiaccia l’otto e subito mi spinge contro la parete. Primo piano: mi mette le mani sul culo e strizza forte. Secondo piano: mi solleva la gonna. Terzo piano: infila una mano tra carne e mutandine. Quarto piano: me le abbassa. Quinto piano: ficca due dita in fica. Sesto piano: mi fista. Settimo piano:
cerca di baciarmi. Ottavo piano: arrivati. Fatica a infilare la chiave nelle toppa. È intraprendente ma un un po’ nervoso. Tra poco la serratura sarò io, ben lubrificata. La chiave entrerà facile. Apre. Entriamo. Le sue mani si posano rapide sul mio seno. Percepisco una forza che mi fa rabbrividire. Sono eccitata, per lui ma soprattutto per te. Voglio far impazzire entrambi. In fondo G è solo un maschio come tanti, con cui giocare il nostro gioco.
Mi prende per mano e mi trascina sul divano, in fretta, come se volesse consumare tutto subito.
Mi spoglia. I suoi baci sul mio viso sono ruvidi. Per lui sono una delle tante troiette che riesce a rimorchiare. Ci credo, da quanto ho visto su LMO è bello e ben dotato. La sua bocca si sposta dal viso. Senza preamboli mi mangia la fica, il mio corpo si abbandona. Mi tira su, si leva calzoni e camicia. Resta in boxer. La massa che si intravede è da pelle d’oca. Tocco con mano. Prendo il telefono, gli faccio una foto da mandarti. I boxer glieli tolgo io. Per farli scendere devo chinarmi. Bocca ad altezza cazzo. Cosa pensi abbia fatto? Bravo, indovinato! Mi lascia ciucciare per cinque minuti, poi mi solleva. Sento il suo corpo contro il mio. La prima spinta è improvvisa, senza dolcezza, senza esitazione. Mi ha spezzata. Ho trattenuto un grido, un secondo dopo l’ho lasciato uscire. Ogni volta che entrava sentivo una fitta, un piacere acuto.
Non si fermava, non rallentava. Ogni colpo più forte dei precedenti.
In quei momenti ti sentivo più vicino che mai. Era una scena che ti avrei raccontato. Ha afferrato i miei capelli, tirandomi la testa mentre continuava a spingere. Non potevo far altro che gemere. Mi faceva sentire sporca e ne godevo. Più affondava e più pensavo a quanto ti avrebbe eccitato il mio descrivere. Mi faceva male. Gli ho detto di smettere, ma ho subito cambiato idea e mi sono lasciata andare. Ho chiuso gli occhi e vedevo te. G era sopra di me, sudato. Le sue mani mi stringevano forte i fianchi. Poi ho sentito un tremito improvviso, G si lasciava andare. L’ha fatto dentro di me, una serie di spasmi convulsi. Si contorceva, il suo respiro diventava più corto, affannato. Io ero ferma, immobile. Pensavo che non avrei provato niente. Niente calore, niente piacere. Che sarebbe stato un atto meccanico, freddo.
G sembrava consumato, esausto, aveva ottenuto ciò che voleva.
Io, invece, ero altrove, avevo goduto.
Ma mentre lui mi sborrava dentro la mia mente era con te, su come ti avrei descritto tutto questo, su quanto avresti goduto.
In quel preciso momento ho goduto di cazzo e provato piacere di testa. Mi sono sdraiata sul letto, il corpo ancora scosso. G si è allontanato, sapeva che la vera intimità non era tra me e lui, ma tra me e te. Ho iniziato a scriverti col pensiero
Mi sono sentita vuota, come quando hai finito un libro e sai che non lo leggerai più. Al tempo stesso, c'era il desiderio di sentire la tua voce dirmi

Brava, troietta mia, brava

.
Ora sono qui, a scriverti, con la sensazione che tutto questo non sia davvero avvenuto. Aspetto domani, amoremio, quando ci vedremo. Questo è solo un preambolo.
La tua donna.
—————
Femmina mia, ho letto tre volte la tua mail.
Brava, sì. Brava davvero, troietta. Oggi sarai qui e sentirò tutto dalla tua voce. Godevo mentre leggevo, immaginavo ogni movimento, ogni respiro.
Mi è venuta fame, una specie di bestia che non si sazia mai, un buco che si allarga sempre di più.
Pensarti con G, a far cose che un tempo erano solo nostre, mi fa uscire di senno, venire voglia di vederti, di punirti e di prenderti. Di vedere il tuo viso stanco ma soddisfatto, con addosso l’odore di un altro e le sue tracce di sperma. Ti guarderei mentre mi racconti i particolari, con voce calma, come se fossi appena tornata dalla parrucchiera, o concitata, come se ti stesse ancora montando. Ci sarà tensione nella voce? Una corda che potrebbe spezzarsi in qualsiasi momento. Che suono farebbe se si spezzasse? Aspetto il tuo arrivo. Mi nutro di questo, in modo contorto, questa cosa mi fa sentire vivo. Stiamo giocando col fuoco, un fuoco che abbiamo acceso noi. Come sarà il nostro “dopo”? Forse ti farò aspettare prima di farti parlare e di farti godere mentre mi racconti.
Scrivimi sempre tutto.
Tra poche ore sarai qui.
Ti prego, non lavarti…
Il tuo uomo

Añ CASEADE 0 COMENTARIOS:





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