Una moglie che sa quello che vuole.
by oibo40 anni scapolo in un reparto di 27 donne e tre uomini, il ruolo che coprivo non mi permetteva di uscire fuori dai binari come i tre. Ogni giorno alle 16 passava la ditta delle pulizie per gli uffici e spesso volentieri si fermavano da me a fumare una sigaretta a finestre aperte. Tre donne sui 50 anni , una acida e molto pettegola, un’altra diciamo un po' soprappeso, l’altra , la furbetta piccolina sul 155cm magrolila con una seste di seno che metteva sempre in mostra con le sue scollature. A volte sembrava rifatto, rimaneva su, sembrava di cemento. Spesso parlavamo di pettegolezzi, qualche tresca , e spesso gli offrivo il caffè giù al bar interno, ma alla piccoletta gli offrivo sempre un cioccolatino. Ci scambiammo il numero del cell e una sera che facevo il terzo turno dalle 19 alle 24 , verso le 22 mi chiama, …… ciao hai voglia di fare due chiacchiere?, ma certo risposi, sono fuori al cancello. Scendo di corsa le apro , entra in auto e parcheggia in un punto non coperto dalle telecamere. stava veramente giù, aveva litigato con il marito e ci si era messa in mezzo anche la figlia. La ascoltai per una ventina di minuti, e nel momento in cui le feci una carezza per rincuorarla, scatto un bacio. Le nostre bocche rimasero attaccate per un paio di minuti, le mie mani si fermarono su quei seni. Come le bocche si staccarono lei disse…. Ti piacciono? Tirandosi su la maglietta e reggiseno, uauuuu era uno spettacolo, ci affondai con tutto il viso iniziando a leccarla e succhiarla tutta. Erano il suo punto debole, che la vidi infilarsi la mano nei jeans a toccarsi la fica raggiungendo l’orgasmo. Ci ribaciammo e andò via. Dopo tre giorni mi richiama sempre alla stessa ora, scendo e le apro il cancello salendo in auto con lei. Aveva un tubino leggermente sotto il ginocchio e una bella scollatura e mentre ci baciavamo, lei tirò fuori le tette, me le stavo mangiando quando allunga le mani sul mio cazzo e tirandolo fuori se lo prese tutto in bocca. Trovandolo già bello duro si tirò su la gonna , era senza slip e mi venne a cavalcioni e iniziò a cavalcarmi…….. mmmmm si che bel cazzone, lo sapevo….. fammi sentire come la sai usare……… mi cavalcava in modo selvaggio, avevo la le mani le sue chiappe, in pochi minuti venne e se lo riprese subito in bocca. Che bocchino mmmmmmm, la avvisai che stavo per venire e lei affondò di più la bocca facendosi sborrare direttamente in gola. Come si ricompose partì. L’indomani nel loro giro delle pulizie, tutto era normale, trovai dopo 10 minuti un biglietto sulla scrivania che mi dava un appuntamento telefonico alle 9. azz sapeva i miei turni, puntuale mi squilla e anziché del ciao mi chiede dove abito, e se era pronto il caffè. Era nelle vicinanze e in 5 minuti la sento citofonare. Apro la porta e la faccio accomodare in cucina che stava salendo il caffè, eravamo seduti uno davanti a l’altro, lei come posa la tazzina si toglie la maglietta mostrando le tette e alzandosi la gonna mette in mostra il suo triangolino di peli, mi alzo e la metto seduta sul tavolo e inizio una leccata di fica. Aveva una fichetta piccola, mai vista una fica così, dopo due minuti di leccata la sento venire, mi tiene la mano sulla testa dicendomi di leccarla ancora che stava rivenendo. Leccavo e mi masturbavo, i pantaloni mi erano caduti a terra. Come rivenne, mi allontanò facendomi sedere….. ti scopo così sulla sedia……. Le chiesi se prendeva contraccettivi, mi disse di andare tranquillo. Venne per altre 2 volte e la inondai. Andò al bagno per un bidè, la seguii per darmi una sciacquata ma lo prese in mano portandoselo alla bocca,…….. a lui ci penso io……. Si rivestì e salutò. L’indomani in ufficio girava un nuovo pettegolezzo, una della contabilità mostrava con fierezza un anello di topazio e confidò alla sua amica che la sera prima ha avuto un rapporto anale con il marito in cambio dell’ anello. Quel venerdì Paola ( la signora delle pulizie) era sfastidiata, sbuffava di continuo, così sapendo che staccava dal lavoro alle 18 la chiamo al cell. Le chiedo come stà e che le fosse successo visto che sembrava una nave a vapore da come sbuffava, lei scoppiò a ridere……..ma si vedeva così tanto?…….. e si. Stò così perché domani sera ho gente a casa, e si farà nottata, azz dico io, e si, è mio marito che tutti i sabati vuole giocare e fino alle 4/5 si gira per casa. Il martedì mi viene a trovare in ufficio alle 22, pompino e cavalcata, e giovedì mattina a casa. Quel giovedì come diciamo a Roma, stava a palla, me lo prese subito in bocca mentre richiudevo la porta di casa, faticai ad arrivare in camera dove ci facemmo un bel 69, Paola era una fontana, non mi era mai capitata una multiorgasmica , 20 minuti di leccata di fica ho perso il conto delle volte che è venuta. dopo quel 69 le dissi………. Oggi stai carichissima, mesà che ci vuole una squadra di calcio……….. che fai il porco come mio marito? Non volli indagare. Poi messa a pecora davanti lo specchio dell’armadio, e di profilo, ma la posizione che predilige è il missionario con la testa fuori dal letto e le gambe alzate in modo che si possa specchiare bene. Il vedersi la eccitava tantissimo. Ripresi il discorso su quella affermazione del marito. Si, ogni sabato è festa, ……...come festa?………. Ma si, mia figlia va a ballare e poi va a dormire da una sua amica, mio marito invita a volte qualche coppia di amici e a volte 2 amici, …….. gli piace stare in allegria dissi………… e no, gli piace scopà e guardamme scopà. Coppia aperta dissi…… e mò sabato che viene, la coppia ha impegni e non può venire, allora lui chiama due suoi amici e per me è un tour di forze. (Inizia a raccontarsi), Martedì scorso dopo che ti ero venuta a trovare in ufficio, mi ha portato con lui che erano le 23,30 davanti ad un bar, è sceso e subito è ritornato con un amico. Come siamo ripartiti mi fa cenno di passare dietro. L’amico stava già a cazzo di fuori, e iniziai un pompino , prima di arrivare al mare già lo stavo cavalcando. Lì mio marito passa dietro e vuole che glielo succhi mentre cavalco. È certo che non sono forzata, non mi costringe nessuno e un po' mi piace, lo faccio perché amo mio marito, e in fin dei conti scopare mi piace soprattutto il cazzo. ( uauu Paola di cazzi ne ha presi a kilometri, nonostante ciò ha una fichetta piccola. ) l’altra coppia che spesso viene, è di Ardea, lei alta 1,80 terza di seno e un culo a mandolino sorretto da due gambe lunghissime, ha fatto pallavolo a livello regionale e qualche sfilata. Di solito mettono in mezzo lei, se la strombazzano davanti dietro di tutto di più e qualcosa ci rimedio anche io, ma mi va bene. E mò sabato che vengono due suoi amici, la solita solfa, non c’è nulla di nuovo o eccitante, mentre con la coppia quando se la inculano, io stò con il viso lì a 30 cm, mi piace vedere il culo dilatato, specialmente quando fallo la doppia, che si sentono i suoi strilli soffocati e i suoi buchi molto dilatati, mi piacerebbe vedermi anche i miei ma non ci riesco. Dicevo, quando vengono i suoi amici si siedono sul divano e si sorseggiano le birrette, due sul divano e mio marito in poltrona. Io esco dal bagno con il completino sexy e inizio a civettare con tutti, per poi inginocchiarmi e sbocchino i due, di solito uno se ne viene sempre, lì subentra mio marito che mentre cavalco l’amico lui vuole essere sbocchinato o mi incula in una doppia. Il tutto finisce lì in 40 minuti poco meno. Ed io mi ritiro in bagno da dove son venuta. Questi racconti e la sua mano sul cazzo mi aveva risvegliato, e, senza esitazione la misi a pecora, il forellino era piccolo, ma la rosa intorno aveva un diametro di 10 cm. Una leccatina e vai dentro, entrò benissimo senza sforzo, nel frattempo avevo preso il cell e lo tenevo inquadrando le sue chiappe. Mi muovevo in mille modi, dal rotatorio a spingerlo dentro lateralmente, la dovevo spanare, provo ad uscire e inquadrai il buco aperto, lo feci un paio di volte, per poi sborrarci dentro. Lei rimase ferma immobile gli feci delle belle inquadrature e mentre riprendevo lei si sditalinava rigodendo. Sfiancata si adagia sul mio petto, 15 minuti di silenzio con carezze che raccontano un poema. Sai quale è la cosa strana… che se mio marito ci scopre per me è finita. Azz ti fa trombare da tutti i suoi amici, e tu non puoi farti la storiella…...passarono tre giorni quando una domenica mattina ale 10 mi suonano alla porta, apro ed è Paola, stavo con le mani in pasta nel vero senso della parola, stavo preparando l’impasto per fare le fettuccine. …...non mi dire che sai fare anche la pasta?………. Che non si vede?……. Aspè che ti aiuto. Io ero con magliettina e paltaloncini, lei per non infarinarsi, va in camera e prende un mio paio di pantaloncini e una maglietta. Stavo per rompere le uova quando lei di fronte a me prende un pizzico di farina e lo lancia verso il mio viso. Faccio altrettanto e inizia una corsa intorno al tavolo con vari strilletti suoi, passa in salotto intorno al tavolo con un mio noooooooooo il salotto noooooooooo, si continua in cucina, riesco ad afferrarla e ci baciamo, la sollevo e la metto seduta sul tavolo e mentre la ribacio le rovescio in testa una manciata di farina , mentre lei , non me ne ero accorto, prese un uovo e me lo ruppe in testa, ed io strofinai i capelli sul suo seno. Gli tolsi i pantaloncini e me la trombai con gusto. Le venni in viso per impastarla di più. Ci abbracciammo e piano piano cercando di non sporcare il resto di casa , andammo in doccia. Dopo la prima sciacquata, Paola si inginocchiò prendendolo tra le sue labbra, alla trombatina fatta mancava qualcosa, come lo portò in tiro, si appoggiò al muro dandomi il culo. La pompai selvaggiamente mentre le nostre bocche si sfioravano. Fatta la doccia la invitai a pranzo al ristorante visto che la cucina era impraticabile, prendemmo la moto e via verso il mare. Ci prendemmo due spaghetti alle vongole la fine del mondo, e visto che i piatti erano abbondanti, continuammo con una grigliata in due. Per tornare a casa facemmo la strada più lunga, Paola aveva bisogno di aria e libertà. Percorremmo tutto il lungo mare fino a Sabaudia per poi prendere la pontina x casa. Varcata la soglia, c’era da mettersi le mani nei capelli, Paola prese l’aspirapolvere ed io il panno umido per il tavolo. Ci mettemmo tre ore, ma ne valeva la pena. Ci salutammo dandoci appuntamento per Mercoledì che non era lavorativo…… voglio uscire in moto e andare in un luogo fresco di montagna ti va? Certo mia regina ogni tuo desiderio è un ordine………..quando sentiva questa frase, si scioglieva, mi doveva abbracciare con forza e baciarmi. Il mercoledì ci incontrammo alle 8 e via verso Guarcino, cappuccino a Paola e caffè a me accompagnati da i famosi amaretti. Giretto per il paese e sosta da E.nio per una assaggio di prociutto. Paola rimase incantata dai sapori, ci facemmo fare due bei panini da portare con noi. Da Guarcino passiamo per gli Altipiani di Arcinazzo per prendere la direzione di Filettino e campo staffi. Qui si che si stava un po' al fresco. Parcheggiai la moto nel grande parcheggio dove lateralmente c’è un po' di verde e qualche albero. Prendo dai borsoni della moto il plaid e i panini con acqua e ci prepariamo per il piknik. Quei panini non li abbiamo mangiati ma sbranati, buonissimi. Si erano fatte le 18 ora del rientro, un velo di tristezza si intravedeva nei nostri occhi. In un’ora circa ero sotto casa sua, ci salutammo con una buona notte. Ma ci dimenticammo una cosa, la sua auto sotto casa mia. L’indomani un veloce incontro, la passo a prendere per portarla alla macchina. A metà settimana mi chiama informandomi che per sabato non dovevo prendere impegni e che mi avrebbe spiegato. Arrivò quel giorno, mi aveva invitato a cena e mi avrebbe presentato la coppia di Roma e che si sarebbe giocato in 5.
Ore venti del sabato, sono davanti la sua porta con tre bottiglie di prosecco. Suono e viene ad aprirmi Paola e il marito. Passo le bottiglie al marito stringendogli la mano e abbraccio Paola. Sul divano trovo Carla e Giulio, la coppia di Roma, lei una bellissima donna, dal fisico statuario, lui pochi capelli e un po' di pancetta. Mattia ( marito di Paola ) trovando le tre bottiglie molto fredde ne approfitta per aprirne una per fare un brindisi. Così mentre stuzzicavamo i vari assaggini, le dame spariscono, sul tavolo vi erano certe fritture divine che si sposavano molto bene con il prosecco. Mattia e Giulio mentre assaggiavano ciò che c’era sul tavolo, stavno sempre con la mano destra sui loro piselli a smucinare, quando ecco escono dalla camera le due dee.
Un reggiseno in pizzo morbido . Il reggicalze porta un fiocco giocoso e cinghie di pizzo sulla parte anteriore con dettagli sexy sul retro. Il perizoma mette in risalto il triangolo sempre in pizzo elastico sul corpo. Coperte da un babydoll nero trasparente aperto davanti. Si dirigono verso il tavolo girandoci intorno e strusciandosi sui mariti, che ad ogni giro si denudano di un capo. Come completamente nudi e i erezione le donne si inginocchiano a succhiarli per poi scambiarli. Si fecero una bella pecorina procapite, poi Mattia lasciò Paola per dedicarsi a Carla che ora è tra Giulio e Mattia. Che spettacolo, vedere Carla alla missionario con le gambe alzate e Mattia che la pompa mentre Giulio le pompa la bocca, subito dopo vederla allo spiedo, messa a pecora uno dietro e un in bocca. Io mi ero “appartato” sul divano in un bel 69. ci accorgemmo che Mattia ci teneva d’occhio, e spesso Carla lo richiamava dalla sua distrazione. Paola iniziò a cavalcarmi dandomi le spalle così poteva vedere le performance di Carla e calmare la curiosità di Mattia. Paola prima mi cavalcò di fica e poi passò di culo, uauu che sballo.
Le nostre cavalcate era molto lente , non sfrenate come i loro rapporti, dopo 40 minuti i maschietti erano distrutti sdraiati sul tappeto, ora era il momento nostro, Paola mi disse di non venirle dentro ma che mi voleva bere. La accontentai di gusto . Paola non aveva finito, sgattaiolò a carponi lungo il tappeto raggiungendo il trio e si dedicò al risveglio dei cazzi, era una esperta in materia, ora il mio compito era da spettatore. La misero allo spiedo per qualche minuto per poi prenderla in una doppia, quando Paola mi fece cenno di metterglielo in bocca. Stanca esausta e piena di sborra che le colava sia dal culo che dalla fica e un pò la faccia imbrattata. Era uno spettacolo. La storia continuò per altri tre mesi, e causa trasferimento del marito su a Torino, ci perdemmo.
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