noi tre
by 6topyLei lui e il cuck con sorpresa
I protagonisti siamo tre, il numero perfetto così come è perfetta l’intesa creatasi fra noi. Il tempo e i desiderata della coppia hanno trovato giusta realizzazione nel rapporto trasgressivo ed appagante extra coniugale vissuto da mia moglie e dal bull e da me che collaboro affinché tutto ciò avvenga.
Il pomeriggio di venerdì 30 dicembre mi chiama LUI dicendomi: “ciao caro per domani pomeriggio preparamela perché voglio festeggiare la fine del vecchio anno ed inaugurare il nuovo. La voglio bella e vogliosa più del solito e voglio anche una sorpresa anche da parte tua. Stupiscimi. Vi aspetto a casa”.
Che LUI la voglia mi è sembrata una richiesta scontata. Non riuscivo a pensare cosa inventarmi per me. Il pomeriggio del 31 lo abbiamo trascorso a preparare LEI. Massaggio rilassante, guanto di crine sulle cosce e glutei (erano diventati lisci come la seta), doccia, crema e vestizione. Intimo abbinato, calze autoreggenti, scarpe con il tacco 10, camicia slim su un gonnellino a pieghe, bracciale al polso sinistro, orologio al polso destro, anelli all’anulare e indice destro e un solo anello alla mano sinistra. All’anulare. L’anello che le ha regalato LUI per il fidanzamento (così era in bella mostra quale segno di devozione e gratitudine).
Sono le 18.00 in punto quando prendo l’auto e, caricata mia moglie (faceva freddo nonostante una giornata assolata) che si stringeva nella pelliccia per ripararsi dal vento, partiamo verso casa di LUI. Il tragitto, sebbene breve, mi è sembrato lunghissimo. Arriviamo. LEI scende a volo dall’auto e si precipita al citofono: “Si?”, “Apri sono io”.
Le scale le saliamo quasi come se ci fosse un gruppo di persone che ci spingevano verso l’alto. La porta è socchiusa. LEI fa capolino ed entra. Lo cerca con lo sguardo. LUI compare dal salone come un dio greco. La luce alle sue spalle nasconde i suoi lineamenti. Era vestito con una camicia di un bianco accecante, jeans stretti e scarpe scure. Dalla sbottonatura della camicia oscillava con il suo andamento un girocollo con un cavalluccio marino (un regalo di LEI). LEI gli salta addosso. LUI la solleva di peso e la bacia appassionatamente. La solleva e la trasporta nel salone dove il sole riappare dalle nuvole proprio in quel momento rendendo la scena cinematograficamente perfetta. La loro ombra è disegnata sulla parete in fondo. Due corpi che si erano cercati e, finalmente, trovati, due corpi che girando su loro stessi, formano un turbine di desideri e di voglie, un unico desiderio di darsi e di ricevere, una voglia di essere uno dell’altro.
Lui la poggia sul divano che guarda verso l ‘esterno. Guarda verso la vallata, fino in fondo alla vallata, fino a perdere la vista di quanto si riesce a vedere. Il sole, adesso, la fa da padrone sugli alberi, sulle montagne vicine. Le si siede di fianco prendendole la mano e baciandole il dorso. Le bacia il collo e ancora la bocca mentre la libera della pelliccia. E’ un toro eccitato. Lo vedo dal rigonfiamento della patta dei pantaloni. E sì era proprio “pronto”. “Conoscendolo” immaginavo la sua verga, dura, nodosa e possente che voleva liberarsi e mostrarsi alla mia femmina che, capita la situazione, dolcemente gli sbottona i pantaloni e (LUI non porta quasi mai gli slip) lo tira fuori. Alleluia. Un toro. Mia moglie lo afferra come in un gesto di possesso. Lo sega leggermente mentre lo fissa dritto negli occhi: “voglio essere tua perché sono tua. Ho voglia di te”. Si abbassa sul “fratellino” ed inizia un sapiente pompino. LUI si distende allargando le braccia e le gambe e mostrando in tutta la sua possenza il fisico atletico. Mi guarda e mi sorride. Il suo sguardo interrogativo “cosa hai preparato?”. Capisco e mi allontano. Mentre mia moglie slingua il cazzone di LUI io mi cambio. Avevo comprato un paio di scarpe con il tacco, le calze, il sospensorio e un grembiulino da cameriera. Rientro in salotto ma non li trovo. Sento dei rumori in camera da letto. Entro e vedo mia moglie a gambe larghe e alte (lui le teneva per i polpacci) mentre ammirava la patatina depilata, profumata e gonfia di piacere. Lei mi vede per prima: sorride “…e brava la mia troia. Fatti vedere”. Mi giro su me stesso (a). Lui ride per la sorpresa “Brava mi sei piaciuta. Adesso vieni qua e leccala” Una richiesta è un ordine. Mi abbasso verso la patata di mia moglie e la slinguetto dolcemente facendola mugolare per il piacere mentre con la mano le cerco il seno e l’altra, accompagnato da LUI, afferro il cazzone. Lingua in figa, mano al seno e mano a segare. Mia moglie inizia a torcersi per il piacere. LUI mi prende la testa e dirigendola verso il suo cazzo me lo fa imboccare. Era grosso tanto che avevo difficoltà a farlo entrare. Lui forzò un poco ed ecco lo avevo tutto in bocca. La saliva colava dai lati. Poi con la lingua lo slinguettavo per bene. Lui mi allontana e si adagia su mia moglie. “Vienimi dentro ho troppa voglia”. Non si fa pregare. Inizia una discesa lenta del cazzone nella fighetta. Entra senza fermarsi mentre mia moglie si adatta all’introduzione assumendo la posizione più comoda per sentirlo fino alle palle. Ed eccolo tutto dentro. Vado alle spalle. Gli afferro i coglioni tirandoli leggermente su e mostrando in tutta la sua forza il cazzone scomparso nell’intimità della femmina che sobbalza ad ogni movimento di LUI. Mia moglie sta per venire così LUI aumenta il ritmo; un poco dentro un poco fuori, poi ancora dentro e ancora fuori. Adesso tutto dentro e tutto fuori. “godooooooo, sborroooooo”. Era arrivata copiosamente. Il suo seme bianco era colato per la passerina giù e fino alle palle di LUI. Lui lo estrae dalla figa e, ancora duro, me lo mostra: “pulisci”. Mi accompagna a pulire la figa di mia moglie e poi il suo cazzone. Sento lungo l’asta il sapore di mia moglie. Il pulsare del suo cazzo. “Ce n’è anche per te”. Lo guardo perplesso. Il suo sguardo incrocia quello di mia moglie e, all’unisono, sorridono. Sono in subbuglio. Si distende sul letto di fianco a mia moglie che lo abbraccia e si accoccola al suo lato. Mia moglie gli afferra il cazzone e lo mena per lasciarlo duro e pronto. “Vacci a prendere qualcosa da bere”. Camminando con un poco di difficoltà (non sono abituata a camminare con i tacchi) vado in cucina a prendere una bibita. Preparo il vassoio con due bicchieri di prosecco, arachidi salate e olive verdi. Mi sento chiamare dal salotto: “troia siamo in salotto, vieni”. Rientro e li trovo sul divano, abbracciati, nudi e sorridenti. Il cazzo di LUI perennemente duro, la fighetta di mia moglie umida e pronta ad essere chiavata. Li raggiungo e offro loro da bere. Lui “c’è una sorpresa per te”. Mentre li guardo perplessa mi sento afferrare i fianchi, da dietro, rimanendo impietrita. Non capisco la situazione. Mi giro e vedo un uomo che mi è alle spalle e mi sorride. “Ciao, sorpresa? Sono qui per farti….. gli auguri”. Gli rispondo con un sorriso e, guardando i due amanti, rimango senza fiato. “Ho pensato di farti gli auguri in modo particolare.” Mi dice LUI “ Ti voglio presentare un mio caro amico che da tempo desiderava conoscerti”. I due amanti prendono da bere mentre l’amico mi dice “e a me niente da bere?”. Faccio per andare in cucina “ti accompagno”. Poggia la sua mano sul mio gluteo e lo stringe con forza. Mi bacia sull’orecchio e mi mordicchia il lobo. “mi piaci” ed io?. Era un bel tipo. Non troppo alto ma robusto, dalle belle mani affusolate e forti, dallo sguardo malizioso e profondo e, avevo notato, una patta ben fornita. In cucina è lui a versare da bere per entrambi e, mentre, beviamo, mi si avvicina e mi stringe a sé. Sento, adesso, quanto avevo pensato prima: era eccitato e l’eccitazione si sentiva tutta. Prende la mia mano libera e la porta sulla sua patta mentre con la sua raggiunge il mio culetto e solletica l’orifizio, voglioso di essere sfatto, dimenato e sfondato. Mi fa poggiare le mani sul tavolo e si poggia interamente su di me. Mi copre tutta. Si solletica dalle gambe in su, si allarga le chiappe con forza per farmi sentire la sua determinazione e la sua voglia. Mi gira e mi invita, in silenzio, a spogliarlo. Gli sollevo la camicia scoprendo il busto tornito e glabro, il pantalone scivola facilmente giù evidenziando le cosce muscolose e, trattenuto dagli slip il cazzone che cerca l’aria e la libertà. Mentre gli slaccio le scarpe e tiro via gli indumenti lui si tira via le mutande. Adesso lo vedo. È doppio, proprio doppio, abbastanza lungo e nodoso. Non lo posso paragonare a quello dell’amente di mia moglie (LUI è super extra dotato, sia in lunghezza che grossezza) ma è un “bel cazzo”. Lo afferro al volo, lo sego e, poi, dolcemente lo imbocco. Un sapore diverso da quello preso qualche minuto prima. Quello aveva il profumo e il sapore di mia moglie. Questa aveva il profumo di “maschio”. Capisco che gradisce il mio lavoro tanto che si siede sul tavolo per agevolare lo spompinamento. Nel frattempo, i due di là mugolano di piacere. Ci affacciamo alla porta e vediamo: mia moglie a pecora sul divano e Lui che la stantuffa con vigoria, lei afferrata alla spalliera per reggersi e parare i colpi subiti, LUI che cambia sempre senso alla penetrazione per farle entrare quanto più cazzo possibile. Alza una gamba e si gira sul lato. Era tutto dentro. Quello che poteva sembrare una tortura era semplicemente dare sesso e felicità. Mentre guardavo il mio amico mi sollevava per i fianchi e mi faceva accomodare al fianco di mia moglie che continuava ad incitare il suo amante a fotterla e chiavarla “per sempre”. Il toro non aveva intenzione di fermarsi e la stantuffava con forza. Adesso ero pronta anch’io. Gambe larghe, culo alto e, aiutato da una profonda slinguata anche insalivata a dovere. Gli attimi che scorrevano dopo che l’amico mi aveva umettato furono densi di pensieri e paure: mi farà male? Sentirò dolore? I pensieri si accavallavano e il cazzo scivolò nell’ano possente, incurante della ristrettezza sfinterica. Aveva desiderio di sfondarmi e lo fece. Mi sentii sollevare per il colpo improvviso subito, fermi sui fianchi dalle possenti mani del chiavatore, le palle dell’amico inculatore che sbatterono violente sulle mie chiappe. Il mio urlo sorprese i miei due vicini amanti che smisero di chiavare e, poi, capito sorrisero: “sei sfondato anche tu” mi disse mia moglie. Sentivo il cazzo duro nel culo; senza intenzione di ridurre il ritmo il mio inculatore continuava possente a sfondarmi il culo. “Sei tutta aperta, ti ho fatto un bel servizio, non trovi? Tanti auguri di un anno pieno di …. Cazzi in culo”. Arrivò così come era entrato, senza chiedere permesso, inondandomi lo sfintere interno del suo sperma. Mia moglie, avendo sborrato a dismisura e senza limiti, chiese al suo amante di “è festa e voglio che mi sborri in figa”. Questa sua improvvisa disponibilità infervorò di più il suo amante che profittò subito del desiderio e svuotò le sue palle nella figa di mia moglie.
Mentre tutti si adagiavano sfatti sul divano dovetti prima pulirmi e prendere ancora da bere agli uomini e provvedere alle pulizie personali di mia moglie che colava abbondante sperma dalla figa e, ancora, umettare i cazzi che come guerrieri vittoriosi riposavano adagiati sulle cosce dei maschi sazi.
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