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ESPANA


HISTORIA

Una Moglie Libidinosa

by purod76
Visto: 175 veces Comentarios 0 Date: 13-08-2026 Idioma: Language

Nebbia ed ancora nebbia.
Per una sera la città scompare.
Solitario osservo fuori dalla finestra. Cosa poi, non so?
Non si vede nulla. Eppure, quel fumo denso mi cattura, entra in me.
La apro e provo ad annusare l’odore di quel grigiore. Allungo la mano per percepirne la consistenza. Niente.
L’unico risultato è quello di venire inondato da zaffate di umidità, la cui concentrazione è talmente alta che mi bagno addirittura la pelle.
Ho comunque caldo. Sono in fase di preeccitazione. Tra un po’ comincia lo show.
Brividi corrono lungo il mio corpo di uomo quasi cinquantenne che conosce le regole del gioco, eccome se le conosce.
Chiudo le imposte e la finestra.
Mi giro.
Il tavolo è pronto. Un vecchio mobilio anni Trenta, di forma tonda, ereditato dalla suocera che fa al caso mio. Attorno ci sono le solite quattro sedie, anch’esse di un’epoca passata e quasi dimenticata.
Mi viene spontanea una riflessione: su come oggi sia tutto finto e di plastica. Materiali artificiali che assumono forme effimere o inconsistenti e di durata breve.
Restano solo gli ospiti a rendere reale ciò che mi circonda.
Le fiches sono raggruppate a mucchietti ordinati nel mezzo. Il mazzo di carte da poker pure. Nuovo, come consuetudine richiede.
Qua nessuno bara, nessuno si azzarda a pensare di barare. Non si fa, siamo tutta gente per bene.
La posta in palio? Sempre quella!
Mia moglie Francesca.
Una porca matura di pari età del marito. Vogliosa di cazzi, tanti cazzi. Mai sazia.
Adora vedere me, sottomesso cuckold, provare piacere nell’osservare lei prenderlo da più persone in un sol momento. Ora si sta preparando in bagno. Sento l’acqua della doccia e lei canticchiare. Che donna! Allegra, spensierata, focosa e gran puttana.

Mi sono prestato immediatamente al ruolo di complice e schiavo in questo gioco erotico.
A lei sta bene.
Lo ha fatto intendere sin dal primo bacio che la coppia non sarebbe stata quella solita.
La coppia sarebbe stata sin da subito così: io amo solo te Paolo, marito mio, ma voglio fottere anche con altri, per cui impara a guardarmi essere posseduta, violata e penetrata da bei maschioni dominanti con canne di splendida lunghezza ed impara a startene in un angolo a menartelo quando ciò accade.

Quando ne scoprii la natura?
Ancora prima di sposarla, durante una vacanza breve in un B&B toscano dalle parti di Arezzo.
Era un weekend di metà novembre. Noi avevamo voglia di staccare la spina alcuni giorni dal lavoro, per cui decidemmo di appartarci in una graziosa dimora d’epoca.
Ci accolse il figlio dei proprietari. Un ragazzo di poco più di venticinque anni che ci disse di essere solo. I suoi erano alle Maldive, tuttavia avrebbe avuto comunque il piacere di rendere il nostro soggiorno gradevole.
In quel momento uno sguardo felino e sornione venne rivolto all’allora mia ragazza, che con mio stupore contraccambiò.
Passarono due ore dal nostro soggiorno. Mi ero appisolato sul letto. Al risveglio non ho visto Francesca.
Esco dalla stanza, ispeziono la casa fino alle cantine, da cui provenivano strani rumori.
Sotto la luce fioca di una lampadina penzolante vidi la nerchia del giovane rifilare poderose sferzate nel suo culo. Lei si appoggiava con le mani al muro per resistere e gemere come una troia in calore.
Non ebbi il coraggio di intervenire, e scappai proprio quando sentivo il grugnito maschile tipico di chi sta svuotando i coglioni.
Tornai in stanza a farmi una feroce sega e non ne parlai, ma capii a cosa stavo andando incontro.

Da allora sono sempre stato obbediente. L’ho osservata più e più volte gemere di piacere, godere, stringersi su quei membri d’acciaio, farli sparire tra le labbra, gonfiarli, leccarli farli esplodere dentro il suo nido o nella sua bocca.
L’amplesso è un orgasmo continuo e fantastico.
Avvicinarsi pian piano, vederla cosparsa di nettare bianco, bramarlo, assaporarlo. E poi pulirla e baciarla.
Ti amo Francesca, ti amo alla follia.

Suonano il campanello. Mi accingo ad aprire.
Saluto i tre signori che entrano. Tutti amici fidati di vecchia data. Tutti porci assatanati di fica, nonostante abbiano moglie e figli, come noi d’altro canto.
Si siedono e attendono l’inizio del gioco. I bicchieri sono già pieni di whisky. Le sigarette penzolano dalle labbra con la cenere che pian piano le divora.
Mescolo le carte e le distribuisco. Appena finito il giro, eccola entrare.
Radiosa e meravigliosa Francesca fa il suo ingresso.
Passa a baciare tutti sulle labbra, palpando le loro patte già gonfie e lasciandosi a sua volta toccare ovunque.
Indossa una lingerie nera con ricercati pizzi che lasciano trasparire le forme del suo corpo. I piccoli seni sono appena accentuati così come il delizioso e glabro monte di venere.
Sopra indossa un eccitante babydoll trasparente che lascia sognare.

Il gioco è una variante dello strip poker.
Chi vince una mano si fotte la moglie. La vittoria finale spetta a quello che riesce a fottersi più volte la moglie.
Siamo in quattro, per cui i buchi di Francesca verranno messi a dura prova. Ci si trova una volta ogni due mesi e si va avanti tutta la notte fino allo sfinimento.

Il primo giro lo vince Alfredo.
Senza tanti fronzoli, toglie le mutandine di Francesca e si avventa sulla sua fica ancora da inumidire. Lo fa davanti a tutti, seduto al suo posto, mentre lei resta in piedi a gambe leggermente divaricate.
Trattiene la sua testa tra le cosce e lo incita a leccarla. L’albicocca è profumata e in breve acquista il sapore vero di femmina.
Le labbra di Alfredo si cospargono di umori, la fregna è pronta. Estrae la mazza già rigida. Francesca con la saliva la olia bene, quindi si posiziona a novanta gradi appoggiata allo schienale della sedia e si lascia penetrare dall’uomo.
Gli altri spettatori si stanno toccano l’uccello lentamente, speranzosi di poter entrare pure loro dentro di lei.
La sedia scricchiola e Francesca geme posseduta da quel nerboruto maschio. Alfredo ha un’impresa edile, per cui il suo corpo è muscoloso, adatto a sopportare pesi e climi rigidi. Ha un possente cazzo e non lo tiene nascosto. É grosso e non troppo lungo.
Sborra nel suo antro lasciando che le palle si svuotino con piccoli colpetti. La moglie indossa nuovamente l’intimo, dove una chiazza di liquido seminale le bagna. Resta in attesa.
La seconda mano si dilunga un po', poiché i giocatori hanno delle buone carte in mano. È chiaro che oltre la passera si guadagnano anche soldi.

Vince Massimo.
Il suo bastone è già gocciolante da un po'. Prende la testa di Francesca e la preme sul suo sesso. La blocca con forza e le fotte la bocca. Basta poco più di un minuto e qualche “glob” della donna che il suo pene schizza copioso nella bocca nettare bianco.
Lei ingoia in modo servile tutto e ripulisce la cappella.
La partita prosegue per altre due ore. Francesca ha raggiunto tre orgasmi ed ha la ghianda in fiamme, pure il suo buchetto è stato più volte abusato. É zeppa di sperma.
Ho avuto il piacere di scoparla solo una volta ed ho perso tutto per stasera.
Alfredo ormai è arrivato a tre e la sua pistola tentenna a ricaricarsi. Se la vede con Lucio, il quarto. Anche lui ha beneficiato del corpo di Francesca per tre volte.
Massimo, alla pari mia, ha perso tutto.
Resto in disparte ad osservarli. Francesca anche se provata è splendida.
Sono felice di essere un cornuto, poiché una donna come lei non può essere solo di uno, deve essere di tutti.
Ho il pisello più piccolo del quartetto, ma poco conta. Termino l’ennesima sigaretta.
La stanza è avvolta nel fumo, come se la nebbia avesse attraversato i muri e si fosse impossessata della casa. Abbiamo finito una bottiglia di whisky e la seconda è ormai sotto la metà.
Siamo nudi e liberi.
Ho con me le sue mutandine coperte di sperma, le annuso. Mi inebrio di umori femminili e maschili e mi eccito.
Non riesco a contenermi e le indosso cominciando a segarmi. Gonfio il cazzo nei suoi slip.
Intanto Alfredo vince l’ultima mano, quella del cosiddetto “all in”.
Ha guadagnato almeno duemila euro stasera e si prepara per l’ultimo colpo a Francesca.
Non prestano attenzione a me, sono concentrati su quello che il vincitore farà al suo premio.
Vengo dentro le mutandine. Lascio che il mio cazzetto si bagni per bene, poi mi avvicino pure io.
La moglie è invitata a distendersi sul tavolo a gioco.
Alfredo fa fatica a tirar su nuovamente l’asta, ma poco per volta arriva l’erezione e dopo molte succhiate di bocca.
Chiede di disporci tutto intorno menandoci l’uccello, mentre lui la scopa per la quarta volta. Anzi pretende che le mani della moglie seghino due cazzi, mentre l’ultimo verrà con un bel pompino.
Decido per una nuova sega insieme a Massimo. Giusto che il secondo classificato sia privilegiato.
L’orgia finale viene decisa con Alfredo che spruzza le poche gocce di piacere che gli sono rimaste nel ventre di Francesca, mentre noi le inondiamo la faccia, i capelli e le tettine.

In un celebre film si recitava così:

“Nel gioco del poker che è la vita, le donne sono la tangente, una maledetta tangente!”

Francesca ti amo follemente...

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