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HISTORIA

Bull si nasce, cornuti si diventa (1 capitolo, l'arroganza del potere)

by robgonzo
Visto: 40 veces Comentarios 0 Date: 29-06-2026 Idioma: Language

Da tempo mi domando perché proprio noi. Ma soprattutto, perché quel ragazzo che avrebbe potuto e si sicuramente avrà avuto ragazze molto più belle di mia moglie, si sia incaponito proprio con lei. Non che la mia dolce metà sia da buttare anzi , ma in quest’epoca dei social, delle influencer e delle ragazze sempre perfette, la mia Gemma non è proprio il prototipo di donna per un tipo come lui. Questo è un forum cuck e io rispetto ognuno di voi, però tengo a precisare fin da subito che io da tempo sto soffrendo molto di quanto è accaduto, ma è una cosa che ormai mi accompagna e se ora sono qui a scrivervi è perché comunque ho metabolizzato la cosa.

Io mi chiamo Marco, un nome molto comune per un ragazzo abbastanza comune. Quando questa storia ha preso il via avevo 32 anni, quattro in più di mia moglie. Io sono di media statura, il fisico l’ho sempre curato anche se di recente tra lavoro e famiglia il tempo per l’attività fisica è stato molto poco. Ho sempre patito il fatto di aver perso i capelli fin da giovane, con la boccia che è stata la decisione più giusta da prendere. Sono un tipo tranquillo, nato in una cittadina toscana da una famiglia normale che dopo l’università ha iniziato a lavorare in un’azienda del posto. Con le ragazze ho avuto una storia importante, un paio di avventure e qualche prostituta prima di incontrare Gemma. Sono dotato nella media, non sono uno di quelli con tante fantasie e il sesso l’ho vissuto sempre in maniera abbastanza tradizionale.

Quando ho visto per la prima volta la mia futura moglie ero al supermercato: lei lavorava alla cassa e fui stregato dal suo sorriso. Così ci tornai per la gioia di mia madre che finalmente le davo una mano e, vedendola in piedi sistemare gli scaffali, ebbi la conferma che aveva un gran fisico. Però percepivo qualcosa di malinconico in lei e non mi sbagliavo. Io all’epoca ero molto preso dal lavoro, del resto era la prima occupazione. Il resto del tempo lo dividevo tra amici e palestra. Se ogni tanto non rimediavo qualcuna, allora andavo da qualche professionista e ogni tanto mi segavo.

Gemma è della Repubblica Dominicana. La sua pelle d’ebano è magnifica e, anche se veste in maniera molto tradizionale e tranquilla, quando va in giro attira gli sguardi visto che è una statua di 180 cm. Il suo fisico è notevole: le gambe sono lunghe e sode, il culo è impressionante (grande, sodo e sporgente, come se avesse due gusci al posto delle chiappe), la vita stretta, il seno una terza scarsa sodo e con capezzoli sporgenti. Di viso non è altrettanto eccezionale, ma comunque carina. Il suo punto di forza è lo splendido sorriso ce compare nella sua bocca grande e dalle labbra sottili, il naso è un po’ schiacciato e a patata, la fronte spaziosa e i capelli lunghi e mossi, naturalmente neri come i suoi occhi. Le poche volte che ha messo i tacchi alti, era una stangona di oltre 1,90 metri e io mi sentivo quasi a disagio ad arrivarle alle spalle.

La divisa del supermercato faticava a contenere il suo fisico. Io non sono un gran figo però con le ragazze non ho difficoltà a buttarmi. Con l’aiuto di un amico così ho cercato un po’ di spiarla quando staccava per capire i bar o i posti che frequentava. Prima di attaccare, si fermava sempre in un bar vicino e così, ogni volta che potevo, ci andavo a quell’orario. Poi, quando l’incrociai fuori dal supermercato, subito attaccai bottone: le ho offerto il caffè e, poi, riparlando al supermercato, ho strappato il suo Facebook. Uscendo con lei ho scoperto una ragazza dolcissima: suo padre era uno sportivo e lei è arrivata in Italia che era bambina. Ha vissuto sempre a Roma, poi si è trasferita qui per seguire il suo ex.

Ci siamo prima invaghiti l’uno dell’altro prima di darci il primo bacio e di scopare. Lei si vedeva che andava con i piedi di piombo. Quando l’ho scopata la prima volta subito ho pensato vedendola nuda, con la sua fica rasata ma con un po’ di pelo crespo nella parte superiore che era la più grande figa che mi era capitata. Figurati poi che ci siamo fidanzati… Adoro i suoi pompini lenti, passionati e profondi, poi quando la metto a pecora… come mi trovo di fronte quel mappamondo non resisto più di un minuto e le vengo sulle chiappe. A lei piace il sesso, dopo due anni di fidanzamento abbiamo deciso di fare un figlio figlia per la precisione e come è restata incinta ci siamo sposati. Una cerimonia tranquilla, come si addice a due come noi.

Qui devo aprire una parentesi sui suoi ex. Una volta scherzando con amici disse che non le erano mai piaciuti i belli. Lo presi come un complimento ridendo insieme a tutti. Lei in Italia inizialmente ha sofferto dei pregiudizi, poi alle superiori si è fidanzato con un bravo ragazzo che l’ha sverginata, i primi pompini etc.. era uno tipo me, però quando lui ha cambiato città per studiare la storia non ha retto. Poi mi ha detto che a una festa, abbastanza ubriaca, si è imboscata con un tipo nella sua auto: neanche ricorda com’era, però disse che fu una gran scopata. Visto il piacevole ricordo qualche tempo dopo in discoteca replicò con un altro, ma questa volta la scopata fu un disastro.

Poi si mise con un personal trainer. Suo padre dopo aver smesso l’attività agonistica ha iniziato a lavorare come allenatore anche in diverse palestre. Sua madre invece faceva la cameriera in un ristorante etnico. Lei così lavorava spesso in quel ristorante mentre studiava all’università, qualche volta poi faceva dei lavoretti come modella, ma tutta roba abbastanza amatoriale. Il suo ex lavorava con suo padre. A sua detta inizialmente era gentile e dolce, poi lui si spostò per lavoro nella mia città e lei lo seguì iniziando a convivere.

Trovò lavoro nel supermercato e lasciò l’università, innamoratissima di lui. Spiandolo sui social mi appariva come alto come me però bello gonfio, con un viso irregolare. Però da quello che ho capito è il tipico manipolatore. Lei si è appiattita totalmente su di lui. Quando dopo qualche tempo mi ha raccontato tutti gli aspetti della loro storia, preso dalla curiosità e dalla gelosia le chiesi come fosse il sesso. Con una serie di premesse tipo “non fraintendermi amore mio “, disse che il sesso era una delle cose che la teneva più legata a lui. I primi tempi la scopava di continuo e forte, anche nel culo, facendola godere tanto anche se non era particolarmente dotato. Lei una volta molto infoiata mentre la scopavo a pecora mi chiese di incularla mettendosi un dito nel culo. A me la cosa non fa impazzire, mi sa di cosa sporca, e le dissi che preferivo la sua fica. Me lo chiese di nuovo qualche tempo dopo in una situazione simile, io risposi la stessa cosa e da allora non me lo ha chiesto più. Con me ha orgasmi abbastanza regolari, mentre la scopo oppure mentre la lecco.

Il suo ex dopo un po’ iniziò a uscire per conto suo obbligandola a stare in casa, la tradiva palesemente e le diceva che era una nullità, che senza di lui non campava con lo stipendio da supermercato umiliandola anche quando uscivano con altri. Un tipico rapporto tossico, lei grazie a una collega molto amica prese il coraggio di trovarsi una stanza in un appartamento di lavoratrici, fare le valigie, lasciarli un biglietto di vaffanculo e di bloccarlo sul cell e sui social. Lui la andò a cercare e le disse che una nullità come lei non poteva trattare così uno come lui, ma poi come lei gli disse di andarsene sennò chiamava la polizia mai più sentito e qualche volta solo incrociato in città.

Io sono stato il primo ragazzo dopo di lui, eravamo molto felici anche se la nascita di nostra figlia ci sconvolse in tutti i sensi: si dormiva meno, si scopava di rado, il suo fisico rimase sostanzialmente uguale tranne il seno che si fece più calato. Poi mi arrivò un’ottima offerta di lavoro da Roma: lei si trovava meglio in provincia, però l’offerta era troppo buona e l’idea di riavvicinarsi alla famiglia e ai vecchi amici fece il resto. Andammo in affitto in un appartamento della mia nuova società, una non grande però molto influente nel proprio campo. Lo stipendio era molto migliore e Gemma trovò lavoro part time in un’assicurazione. Io anche mi abituai alla nuova vita capitolina: i suoi amici erano simpatici e ci legai, avevamo comunque due nonni a darci una mano, a lavoro però era molto dura e competitiva, però guadagnavo bene. Iniziammo anche a riscopare con un po’ più di frequenza, diciamo due o tre volte al mese.

Lo stress lavorativo aumentò quando la società per cui lavoro passò di mano, con i nuovi dirigenti abbastanza più stronzi. Poi arrivò il Covid e tutti noi capimmo dal punto di vista lavorativo che per un periodo era meglio tenersi stretto il proprio posto di lavoro. Gemma invece venne messa in disoccupazione con una vaga promessa di reintegro se le cose fossero cambiate e migliorate. Il mio stipendio comunque bastava per tutta la famiglia. Quando iniziammo ad alternare smart working e lavoro in ufficio feci la conoscenza di Claudio, il figlio del nuovo azionista di maggioranza. Fresco di laurea subito iniziò ad atteggiarsi con grande arroganza anche verso colleghi molto più anziani di me.

Vederlo in giacca e cravatta poi era quasi innaturale. Anche lui fisicamente è super palestrato, alto poi poco più di me. La camicia quasi esplodeva per i pettorali, poi camminava a braccia e gambe larghe come se fosse in palestra e non in un ufficio. Il collo è quasi inesistente, la pelle perennemente abbronzata, pieno di tatuaggi e con un orribile doppio taglio. Di viso è anche carino, ma è il tipo coattone ignorante, presuntuoso e poco rispettoso verso gli altri. Quasi al periodo natalizio volle organizzare un aperitivo con i sottoposti lui infatti entrato subito in posizione di comando più giovani, offrendo tutto lui con l’invito rivolto anche a mogli e fidanzate.

Io avevo parlato a mia moglie di questo soggetto che, purtroppo, gestiva proprio il mio settore. Gli feci vedere il suo social “guarda che cazzo di soggetto è”, raccontandole di come facesse il superiore con tutti. “Che stronzo disse lei tu finché non esagera abbozza e intanto manda cv in giro” , “amore risposi io questo non è proprio il momento per mandare cv in giro…”. All’aperitivo mia moglie si vestì carina e non appariscente: stivaletti bassi, jeans che comunque evidenziava il suo culone indicibile, un maglioncino, cappotto e trucco leggero. Lui ci accolse tutti poi, una volta tutti, entrammo nel locale, ci togliemmo mascherine e cappotti e l’aperitivo fu abbastanza gradevole. Si mostrò meno stronzo del solito, dava begli sguardi a mia moglie e ad altre donne presenti, ma nulla più.

A Gemma chiese solo se fosse una giocatrice di volley, lei ridendo disse “ma fatto sport in vita mia, mio padre è stato atleta professionista, tutta genetica io sono troppo pigra”. Visto il periodo non fu una cosa molto lunga, riprendemmo la bimba dal nonno e tornammo a casa. Lei mi disse che era un truce, però non così stronzo come dicevo, “fidati le dissi è un ignorante unico”. Quando tornai in ufficio lui mi raggiunse alla macchinettà del caffè iniziando a dirmi cose tipo “non sapevo che tua moglie fosse così bella”, “cosa ci trova in te, hai doti nascoste?” e così via. Io ero spiazzato e mi giocai la sua battuta che a lei fortunatamente non piacciono i belli.
“Si ma con te ha esagerato a bruttezza ahahah” fece lui, io abbozzai un sorriso e mentre facevo per andarmene lui mi fermò, e mettendomi davanti il suo cellulare mi chiese se quello era il profilo social di mia moglie. Io balbettai di sì e gli chiesi il motivo “le ho chiesto l’amicizia, perchè non posso?” “s s s si certo” balbettai di nuovo io, ma come ebbi un momento scrissi a Gemma della cosa. “Oddio Marco che faccio, accetto o no?” mi scrisse lei. Alla fine convenimmo che poteva accettare, senza dare spago. Fu l’inizio di un incubo invece e cercherò di farvela breve. Lui iniziò a sciverle in modo diretto e volgare che era una gran figa, che gli ha fatto avere il cazzo duro durante tutto l’aperitivo, che non meritava una merda come e la invitava a uscire una sera a cena con lui.

Gemma inizialmente gli rispondeva che non amava quelle volgarità, che lo ringraziava per i complimenti ma che forse era il caso che non le scrivesse più e cose del genere in quanto sposata. E lui diretto “guarda che io ti voglio scopare, mica sposare!”, a quel punto lei sbottò e gli scrisse che non doveva permettersi e che era un maleducato. Ma lui insisteva che invece si vedeva che lei era una con voglia di cazzo e che io non la soddisfavo. Era troppo: ok la sua posizione, ma la cosa doveva finire. Così andai a parlare con il padre, gli dissi che il figlio importunava mia moglie e che la cosa stava superando il limite.

Il padre altro cafone, la copia del figlio fisicamente solo con trentanni di più , sostanzialmente mi disse che il figlio non è sposato e fidanzato, se ha preso una sbandata per mia moglie non poteva farci nulla, che lei se infastidita dal corteggiamento doveva dire stop e che se lui a quel punto continuava allora faceva bene a denunciarlo per stalking. All’uscita mi sentii strattonare e mi ritrovai in un angolo, era Claudio “sei un mezzo uomo che le cose non le risolve di persona, sei una merda come la negra di tua moglie, sarà una goduria poterle pisciare addosso a quella zozza”. Tornato a casa Gemma mi fece leggere il suo messaggio “d’addio” che recitava tipo “implorerai di potermi succhiare il cazzo e quel giorno ti sfonderò il tuo culone da negra”. Poi non scrisse più niente.

In parte eravamo felici, in parte invece terrorizzati da sue possibili ritorsioni nei miei confronti. Io iniziai a guardarmi intorno, nel frattempo a lavoro lui mi ignorava. Passavano i mesi e tutti ebbero una gratifica nel mio livello tranne me. Allora Gemma mi disse di iniziare a raccogliere materiale per una possibile causa di mobbing, ma poi anche per l’ansia feci un paio di errori gravi a lavoro. A quel punto il mio rendimento poteva giustificare il comportamento di Claudio. Poi arrivarono i licenziamenti di alcuni collaboratori, feci un paio di colloqui e non andarono a buon fine e a casa iniziammo a preoccuparci. In più il sesso tra di noi divenne sporadico e poco partecipato: entrambi eravamo angosciati dalla situazione, anche perché se mi licenziavano dovevamo trovare anche un affitto e i prezzi a Roma sono alti.

In più Gemma non veniva richiamata a lavoro e arrivammo quasi a un anno dopo il famoso aperitivo. Un pomeriggio vengo chiamato da Claudio nel suo ufficio e mi iniziarono a tremare le gambe. In sostanza era la prima volta che riparlavamo faccia a faccia dopo il colloquio con il padre. “Se ti faccio vedere una cosa te la tieni per te oppure vai da mio padre” esordì lui. Io fui spiazzato, però non potevo far altro che promettere il silenzio. “leggiti sta chat allora” e mi dette il suo cellulare. Mia moglie gli aveva scritto lei questa volta, dicendole che se lui mi avesse escluso da qualsiasi ipotesi di taglio al personale, lei avrebbe accettato di fare sesso con lui. “Però mi devi giurare che non dici nulla a mio marito, sennò ti ammazzo”.

Claudio le spiegò che non poteva fare una promessa del genere perché poteva essere una sorta di reato, però aggiunse che se loro due diventavano amici lui prometteva che mai avrebbe dato un dispiacere a un’amica oppure a un suo familiare. “Ok ho capito, per me è ok, una volta e basta e sappi che lo faccio solo perché amo mio marito e la mia famiglia, tu mi fai schifo”. Quelle parole probabilmente lo eccitatorono invece che offenderlo. “Io però amo incularle le mie amiche e poi pisciarle in bocca” fece lui, “Cosaaaaa, tu sei matto, devi farti curare” rispose lei, e lui “allora ciao e nemici come prima”. Dopo qulche giorno guardando la cronologia era il giorno dopo la risposta negativa di un colloquio da me fatto lei gli scrisse “pipì ok però sul corpo, non in bocca”, e lui “alle amiche in bocca, sennò non sono mie amiche”. “Sei un bastardo, ti odio. Ok, però devi venire a casa mia perché sono sicura che se vengo da te o in un hotel tu metti le telecamere”.

Quella settimana mia moglie aveva il ciclo, quella dopo di martedì quando io era in ufficio il mattino lui sarebbe andata a casa nostra a scopare mia moglie per tutto il tempo che volevo fino a quando non mi scattava l’orario di uscita. Io naturalmente a Gemma non dissi nulla, ma ero devastato dentro. Mi sforzavo di essere normale anche con mia figlia e si vedeva che anche per lei era lo stesso, che era con la testa da un’altra parte. Eravamo come due zombie che dormivano nello stesso tempo, anche se entrambi non chiudevamo occhio senza parlare con l’altro del motivo.

Il fatidico giorno portai la bambina a scuola, poi l’avrebbe ripresa il nonno e io sarei passato a riprenderla quando staccavo. “Tu invece che farai oggi” le chiesi, e lei “niente di che, sistemo casa e mi finisco la serie tv, co sto tempaccio non ho molta voglia di uscire”. Ci salutammo come sempre e io mi sentivo svenire. Lasciata la bambina a scuola, Claudio volle fare colazione con me per umiliarmi ancora di più. Mi fece leggere le ultime chat dove lui le chiese che voleva trovarla vestita da puttana, poi mi mostrò una confezione di viagra “con un troione come tua moglie anche uno stallone come me ne ha bisogno”. Poi mi dette un buffetto, pagò la colazione e andò verso casa mia a scoparsi mia moglie…

Potete immaginare come stavo a lavoro. Mi sollevava solo il fatto che mia moglie lo stava facendo per noi, per nostra figlia, per la nostra vita assieme. Il tempo non passava mai e io impazzivo dal pensare quello che potevano star facendo in quel momento. Pisciare in bocca, povera amore mio cosa ha dovuto accettare anche per colpa di miei errori. A qualcuno questo lo avrebbe eccitato, a me no. Quando finalmente staccai mi arrivò un messaggio di Claudio “cornuto, ora puoi tornare a casa che ho finito con quella negra di tua moglie”. Mentre tornavo a casa con mia figlia mia moglie mi scrisse che non si sentiva molto bene, che non ce la faceva a cucinare e di prendere qualcosa di pronto per cena.

A casa la trovai a letto con il pigiamone, la baciai e sapeva di dentrificio. Mi disse che forse aveva un po’ di febbre, le dissi di non preoccuparsi e di riposarsi. Piazzai la bambina davanti alla tv e iniziai a ispezionare casa. Tutto sembrava in ordine, in bagno frugai nella cesta dei panni sporchi e non trovai nulla, poi in cucina rovistai bene nell’immondizia e trovai una busta chiusa, l’aprii e dentro c’erano una trentina di preservativi usati, nessuno sborrato e srotolati di una grandezza quasi come la mia, forse un po’ di più. La cosa peggiore però fu quando, portando la bambina a dormire, vidi le lenzuola del suo letto un po’ stropicciate, come se qualcuno si fosse seduto sopra. “Un incubo, ma ora è finito” mi ripetevo. Io non voglio dilungarmi, ma immaginate il mio stato d’animo.

Il giorno dopo lavoravo da casa. Gemma disse di sentirsi meglio e uscì a fare spesa con una busta che al ritorno non aveva oltre all’immondizia: probabilmente c’erano i vestiti usati da buttare. Tornò a pranzo che mi scrisse che passava dalla madre, poi a casa mi sembrava più tranquilla, come se si fosse tolta un peso. La spiai però mentre spesso era a scrivere al cellulare, anche se non era una cosa stranissima. Il giorno dopo andai in ufficio sperando che Claudio non mi chiamasse: io non volevo sapere, volevo solo dimenticare. Invece questo accadde puntualmente e, chiusa la porta, mi mise in mano un tubo di gel mezzo pieno “guarda era nuovo, mi c’è voluto un bel po’ di aiuto ma alla fine l’ho sfondato il culo di tua moglie, ogni promessa è un debito. Un consiglio, inculala ogni tanto che gode come una matta nel culo”.

Mi raccontò che lei gli ha aperto in vestaglia e tacchi, ma sotto era con calze a rete e intimo da gran zoccola. Che la scopata e inculata in ogni angolo della casa: sul divano, sul nostro letto, su quello di nostra figlia… Che le ficcava il cazzo in gola e poi nel culo, che l’ha scopata con tutta la forza che aveva sborrando in totale cinque volte. Che a pranzo si è fatto cucinare e succhiare il cazzo mentre mangiava, che ogni volta che doveva pisciare la portava in bagno e, faccia sul water, le faceva aprire la bocca e le pisciava in faccia “l’ho ripulita per bene quella negretta”. Poi ancora che lei inizialmente faceva la schizzinosa, ma poi ha goduto come una vacca.

Poi mi fece leggere le loro chat seguenti alla scopata. Lui scriveva porcate parlando di quello che avevano fatto, lei inizialmente rispondeva che era un porco, che lo odiava e che ora non lo voleva vedere più ricordando però le promesse fatte, in primis quella del silenzio totale con me. Alla fine però ammise di aver goduto diverse volte, che la sera era distrutta e si sentiva il culo largo come un traforo, che aveva nausea per la piscia e la sborra bevuta. Confermò che era la prima volta che tradiva me e lo faceva in generale, che la cosa che più le era piaciuta era quando la faceva camminare a gattoni sul corridoi e lui da dietro la sculacciava forte, poi bloccandola per incularla e poi facendola ripartire ripetendo il trattamento per tutte le stanze.

Immaginate cosa possa significare stare in quella casa e pensare che in ogni angolo mia moglie è stata sbattuta da quell’energumeno. Tutto finito? Apparentemente sì, però sono successe cose strane. Dopo qualche settimana arrivai in ufficio e un collega mi disse “ah, Claudio ha lasciato detto che oggi non c’è che deve vedere una vecchia amica”. Quando cacciarono altri due, il padre mi disse che io meritavo di restare perché l’amicizia è importante. Stessa allusione quando mi dissero che sarei dovuto andare tre giorni fuori per lavoro. Io non volevo sapere, facevo finta di nulla e mandavo cv e alla fine trovai un altro buon posto.

Gemma fu più felice di me, poi le fu richiamata dall’assicurazione, abbiamo fatto il secondo figlio e viviamo tranquilli e felici, con lei che le solite due o tre volte al mese vuole scopare, sempre in maniera classica. Io ho la certezza che mia moglie mi ha tradito una volta facendo cose indicibili e che in fondo, anche se la motivazione era nobile, le era piaciuto. Ha scopato di nuovo con Claudio? Ha scopato pure il padre? Magari insieme? Tutti i miei capi? Non so e non lo voglio sapere, con i miei fantasmi però ci devo convivere.

Añ CASEADE 0 COMENTARIOS:





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