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ESPANA


HISTORIA

Cap.6

by Nessunoxl
Visto: 406 veces Comentarios 3 Date: 22-05-2026 Idioma: Language

Cominciai a segarlo e poi a leccarglielo. Gli soppesavo i testicoli: erano davvero enormi e pesanti; ci credo che ne producesse tanto, con quel po’ po’ di sacche.

A stento mi stava in mano; in bocca, poi, era davvero difficile. Più lo succhiavo e più mi eccitavo. In sottofondo sentivo mio marito snocciolare una specie di giaculatoria:
— Che troia… che puttana…
Io, però, non avevo attenzione che per il mio grossissimo giocattolo. Mi sentivo porca e piena come mai prima. Ebbi un orgasmo mentre continuavo a pomparlo e a godere.

Ogni tanto dovevo far riposare la mascella. Lui non veniva, era resistentissimo. Così, quando lo tiravo fuori dalla bocca, gli lasciavo piccoli baci e lente leccate lungo l’asta, senza mai smettere di segarlo.
Non so per quanto tempo andai avanti così. Finalmente lui mi disse:
— Ora, sei straordinaria.....vengo… ora.

Me lo rimisi subito in bocca, accelerando sia con la mano sia con la lingua. Il primo getto arrivò direttamente in fondo alla gola, potentissimo e copioso. Feci appena in tempo a deglutire che ne arrivarono un secondo, poi un terzo e un quarto. Avevo la bocca piena di sperma e sentivo quasi di soffocare. Non ce la feci più e lo tolsi dalla bocca. Un altro paio di schizzi mi colpirono il viso e gli occhi: bruciava maledettamente.

Era la prima volta che ingoiavo. Il sapore era leggermente salato. Raccolsi con la mano gli schizzi che avevo sul viso e li portai alla bocca, poi aggiunsi:
— Padrone, lo so che dovrà punirmi, ma grazie per il dono che mi ha concesso.
— E secondo te quale sarebbe una giusta punizione?
— Tre sculacciate, padrone.
Lui sorrise, si mise seduto e io mi sistemai in posizione. Ricevetti la mia dose.
— Grazie, padrone. Me le meritavo.
Quando mi rialzai avevo sicuramente il culo rosso, ma ero incredibilmente bagnata.

La cosa non sfuggì al mio padrone, che mi infilò un dito dentro.

Tutto questo lo aveva evidentemente eccitato, perché il suo enorme cazzo era di nuovo durissimo. Mi fece sdraiare e, per la prima volta, mi prese: con dolcezza, ma anche con fermezza e decisione.

Man mano che entrava in me, sembrava aprirmi completamente. Mi sentivo piena, totalmente piena; avevo quasi l’impressione che arrivasse fino alla gola. Quando percepii che era tutto dentro di me, sentii le sue grosse palle sbattere contro la mia pelle ed ebbi un orgasmo devastante, liberatorio.

Non avevo mai provato nulla di simile.

Continuò a possedermi per oltre un’ora, in ogni posizione. Quando mi misi a cavalcioni su di lui fui talmente stimolata che mi sembrò di avergli fatto la pipì addosso: per la prima volta avevo squirtato. Ebbi decine di orgasmi; mi sentivo profondamente femmina.

Finalmente si svuotò dentro di me. Anche quella volta era moltissimo, nonostante fosse già la seconda. Mi sembrava di essere attraversata da getti di lava rovente e, sentendomi riempire così tanto, raggiunsi l’ennesimo orgasmo.

Quando uscì da me, mi sentii improvvisamente vuota. Ero soddisfatta e orgogliosa di essere riuscita a prendere tutto quel palo mastodontico. Lo sperma, data l’abbondanza, mi colava fuori e non avevo neppure la forza di alzarmi per andare a lavarmi.

Ero completamente appagata. Mai prima di allora avevo provato emozioni simili. Evidentemente una parte della mia natura aveva bisogno di un uomo forte e deciso: mi sentivo protetta, accudita.

Ero sdraiata a gambe larghe, con la testa appoggiata sul torace del mio padrone e una sua mano sulla mia tetta.

Ma le sorprese non erano finite. Non potevo crederci: Mario si era messo tra le mie gambe e mi leccava, suggendo i miei umori e lo sperma di Bedirhan. Ancora prima di sentire la sua lingua, fu quel gesto a travolgermi. Non potei farci nulla: l’orgasmo mi colse quasi all’improvviso e, poco dopo, ero completamente ripulita.

Mi era tutto chiaro, ormai. Ero felice di quell’intrusione nella mia vita; dovrei dire nella nostra, ma nei confronti di Mario capii che provavo affetto, solo affetto e null’altro. L’avevo sempre considerato un debole e, come tale, spesso lo avevo trattato; se ce ne fosse stato bisogno, quella era la conferma definitiva.

Aveva assistito mentre un altro mi prendeva, aveva potuto toccare con mano quanto avessi goduto con Bedir e se n’era compiaciuto. Mentre mi ripuliva era persino riuscito a eiaculare, tanto era eccitato. Insomma: cornuto e contento.

segue...

Añ CASEADE 3 COMENTARIOS:





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