Gli sguardi
by lapeccaminosa75La luce soffusa del ristorante sembrava fatta apposta per accendere i riflessi ramati nei capelli di mia moglie . Quella sera era bellissima: un abito di seta nera che scivolava sulle sue forme come acqua, lasciando le spalle scoperte ed il seno prorompente in bella vista .
Eravamo a metà della cena quando ho notato lo sguardo del ragazzo al tavolo accanto. Avrà avuto venticinque anni, il fisico asciutto di chi pratica sport e un’aria sfacciata, quasi elettrica. Non cercava nemmeno di nascondere il suo interesse.
Il Gioco degli Sguardi,
Inizialmente ho provato un brivido di fastidio, ma poi ho guardato mia moglie . Aveva capito perfettamente. Invece di ritrarsi, ha iniziato a muoversi con una lentezza studiata.
Ha sollevato il calice di vino, sfiorando l'orlo del cristallo con le labbra.
Si è passata una mano sul collo, lasciando che le dita indugiassero sulla pelle nuda.
Mi sorrideva, ma i suoi occhi cercavano, di tanto in tanto, il riflesso del giovane nello specchio dietro di me.
«Ti senti osservata, cara?» le ho sussurrato, inclinandomi verso di lei.
Mia moglie ha ridotto gli occhi a due fessure lucide. «Mi piace che tu te ne sia accorto,» ha risposto con una voce più bassa del solito, quasi un graffio roco. «Mi fa sentire... affamata.»
Il ragazzo, incoraggiato da quel tacito consenso, ha osato l’impossibile. Quando il cameriere è passato per servire il dolce, lui ha finto di alzarsi per andare al bar e, passando dietro la sedia di mia moglie , le ha sfiorato la spalla nuda. Un tocco leggero, durato un secondo di troppo, mentre le sussurrava un complice «Scusi, signora» che sapeva di sfida.
Ho visto mia moglie sussultare impercettibilmente. Sotto il tavolo, la sua mano ha cercato la mia coscia, stringendo forte. Il calore della sua pelle attraverso la stoffa dei miei pantaloni era un incendio.
Il tragitto in auto è stato un silenzio carico di elettricità. Mia moglie non ha detto una parola, continuava a mordersi il labbro inferiore guardando fuori dal finestrino.
Appena varcata la soglia di casa, la recita è finita. Mi ha spinto contro la porta chiusa, le mani che cercavano freneticamente la mia cintura.
«Hai visto come mi guardava?» ha ansimato contro il mio collo, mentre le mie mani scivolavano lungo la schiena nuda fino a trovare la curva dei fianchi. «Voleva me>>
«La cosa mi ha eccitato troppo ho risposto, sollevandola e sentendo le sue gambe avvolgersi con urgenza intorno alla mia vita.
L'adrenalina di quella competizione silenziosa si è trasformata in un desiderio primordiale. Quella notte, l'immagine di quel giovane rimasto a guardare è stata solo il combustibile per un fuoco che ha bruciato fino all'alba, tra gemiti soffocati e la seta nera dell'abito abbandonata sul pavimento.
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