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ESPANA


HISTORIA

Nulla è immutabile, si diventa cuckold e si scopre quanto sia appagante. CAP. 7

by Nessunoxl
Visto: 176 veces Comentarios 1 Date: 28-06-2026 Idioma: Language

Dopo poco che ero nella stanza, lui volle che mi denudassi e, come la volta precedente, mise Anna alla pecorina, con me tra le gambe a succhiarle la fica e il suo grosso cazzo a pochi centimetri che la pompava vigorosamente. Continuava a chiederle di chi fosse la puttana e lei diceva che era sua, solo sua, di non smettere di sbatterla e lo incitava a fare più forte, dandogli persino delle leggere pacche sul culo per incitarlo, come fosse uno stallone da spronare.

Uscì dalla fica, mi intimò di leccarla perbene, avendo cura di umettare il buchetto, perché era arrivato il momento di incularla. Mia moglie mi pregava di fare presto, perché desiderava essere riempita di nuovo, che aveva già sopportato sin troppo a lungo l'astinenza da quel meraviglioso bastone. Dopo aver insalivato con dovizia il culetto, mi riposizionai al mio posto e osservai da spettatore privilegiato la sua cappella: dapprima appoggiarsi, poi lentamente entrare inesorabilmente, sino a quando le sue grosse palle non cominciarono a sbattermi sul viso e Anna a gemere in maniera smodata.

Persi la cognizione del tempo. Anna era sudata ed esausta e lo pregava di venire perché era al limite e sentiva la necessità di andare al bagno. Lui le fece avere un altro orgasmo e poi uscì, dicendole che poteva andare a svuotarsi. Lei istintivamente prese il prendisole, ma lui le diede un'occhiataccia e la invitò ad andare al vicino bagno così come si trovava. Al suo accenno di protesta, lui reagì malissimo: «O fai come ti ordino, oppure prendi il tuo cazzo di prendisole e te ne vai fuori dalle palle!» le disse in modo brusco.

Restai con il fiato sospeso, perché pensavo che Anna reagisse da par suo, mandandolo a quel paese. Invece mollò il prendisole e, nuda, uscì dalla stanza senza proferir parola. Vi fece ritorno pochi minuti dopo e fu la volta di Nicola ad andarsi a ripulire.

Restammo soli. Lei mi venne vicino e, baciandomi, mi ringraziò ancora. Poi aggiunse che per fortuna i suoi erano ancora nel patio: com'era possibile che non si rendessero conto? Cercai di farle capire che non poteva immaginare che Nadia e Carlo fossero all'oscuro di tutto. Lei mi guardava come se fossi un alieno. Nel frattempo, rientrò Nicola, che aveva colto parte della conversazione.

In piedi vicino al letto, le ordinò di farsi un ditalino e mi mise il cazzo in bocca dicendomi di prepararglielo. Nel giro di pochi attimi mi ritrovai in bocca un palo enorme, ritto, turgido, talmente grosso che riuscivo a stento a contenerlo. Lui stava informando mia moglie – mentre a gambe larghe si masturbava per lui – che tra poco l'avrebbero scopata insieme lui e suo padre. Io continuavo a pomparlo mentre cercavo di vedere e intuire le reazioni di Anna, le quali stranamente non arrivavano.

L'entrata in camera di Carlo e Nadia ci trovò così, in quella strana situazione. Entrambi erano già nudi. Carlo, senza dire una parola, si avvicinò ad Anna porgendole il suo cazzo moscio. Era mastodontico come quello del figlio: a riposo era più grosso del mio in piena erezione. Così, mentre io succhiavo quello di Nicola, mia moglie – senza opporre alcuna resistenza o protesta – glielo prese in mano, se lo portò alla bocca e, accarezzandogli lo scroto, disse: «Ma in famiglia lo avete tutti così enorme? Chissà quanta bella cremina in queste palle così grosse». Nel frattempo Nadia si era accomodata tra le gambe di mia moglie, cominciando a leccarle la fichetta.

Ci volle qualche minuto e anche il cazzo di Carlo era maestosamente eretto. Anna, grazie al trattamento che stava subendo, aveva avuto un altro poderoso orgasmo. Fu a quel punto che Nadia, staccandosi, mi si avvicinò e, prendendomi per mano, mi invitò a spostarmi mettendosi al mio fianco. Nicola nel frattempo stava chiedendo al padre se preferisse gustarsi prima il davanti o il dietro di mia moglie.

Carlo fece mettere mia moglie alla pecorina e, senza attendere oltre, si posizionò dietro di lei, entrandole completamente dentro senza apparente difficoltà: i numerosi orgasmi avuti l'avevano iperlubrificata. Cominciò a batterla con un ritmo costante. Anna era decisamente in visibilio, gemeva e dal suo volto traspariva chiaramente il grande piacere che stava provando. Nicola, per non essere da meno, le si avvicinò mettendole il suo grosso palo duro sulle labbra. In un attimo fu accolto all'interno della bocca.

Mi accorsi che Nadia mi stava parlando, ma io non avevo occhi che per la scena a cui stavo assistendo. Con un certo sforzo cercai di concentrarmi su quel che mi stesse dicendo: percepii solo che stava elogiando i suoi due maschi e la troiaggine di mia moglie. Pertanto, tornai a dedicare tutte le mie attenzioni a quello che avveniva sul letto.

Carlo, dopo aver fatto provare diversi orgasmi alla mia dolce metà, aveva deciso che era il momento di farle il culetto. Sua moglie mi porse un tubetto con un gel lubrificante e mi invitò ad andare a spargerlo sul buchino di Anna. Cosa che mi precipitai a fare, approfittando – mentre mi dedicavo con cura al compito – per succhiarla e leccarla: aveva un intenso odore e percepivo anche quello dell'amante che l'aveva montata.

Terminata la mia opera, mi riposizionai ai bordi del letto mentre il padre di Nicola si premurava di entrare nel culetto che ora era pronto ad accoglierlo. Nonostante l'abbondante lubrificazione, era evidente – dalla mimica facciale di Anna – la difficoltà provata nel ricevere quel maestoso cazzo. Oramai era entrato tutto e, dopo poco, il ritmo dell'inculata era diventato decisamente sostenuto. Il dolore provato era stato sopraffatto dall'intenso piacere: ora Anna urlava forte tutto il suo godimento, incitando il suo amante a prenderla ancora più forte e pregandolo di sfondarla come meritava una vera puttana. Assistere a queste trasformazioni della mia dolce mogliettina mi faceva impazzire di piacere e d'invidia: io non ero mai riuscito a farle provare simili emozioni che la portavano a perdere completamente il controllo.

Dopo averle procurato una serie di orgasmi, Carlo uscì da lei e si sdraiò sul letto. Volle che lei si inculasse da sola, posizionata in modo che desse le spalle al suo volto. Quindi, prendendola per il seno, fece in modo che si sdraiasse supina sopra di lui. Fu a quel punto che entrò in gioco Nicola: salendo sul letto, si posizionò davanti a mia moglie appoggiandole il suo enorme uccello sulla fichetta; poi lentamente iniziò ad introdursi. Man mano che entrava in lei, Anna prese a gridare: «Non è possibile, è bellissimo, mi stanno aprendo! Che porci... che porci... non mi sono mai sentita tanto bene, tanto piena e tanto puttana... Amore, mi stanno facendo impazzire di piacere!».

Per me era veramente troppo: senza quasi toccarmi, esplosi schizzandomi addosso e colpendo anche la coscia di Nadia, che immediatamente mi ordinò di pulirla, leccandola.

Leccavo il mio sperma dalle gambe della madre di Nicola, ma non perdevo neppure un attimo della monta che stava subendo mia moglie, che ormai non aveva un attimo di pausa: godeva senza soluzione di continuità, passava da un orgasmo all'altro. Io vedevo chiaramente che padre e figlio si alternavano: quando pompava Nicola davanti, Carlo stava immobile fermo nel culo, e viceversa.

Anna sembrava impazzita. Non l'avevo mai sentita urlare tanto. Continuava ad incitare i suoi amanti, prodigandosi nel tessere le lodi per la loro dotazione e la loro potenza.

Segue…

Añ CASEADE 1 COMENTARIOS:
  • avatar Gig1965 Splendido racconto

    29-06-2026 13:17:16






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