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HISTORIA

Mi sono iscritto al Motoclub.

by oibo
Visto: 20 veces Comentarios 0 Date: 22-10-2026 Idioma: Language


Ne avevo sentito parlare, era un bel gruppo di persone mature e affiatate. Dopo qualche mese di prova, quasi tutti potevano aderire. Tutti i tipi di moto erano ammesse, non c'era un circolo chiuso. Eravamo in 30 iscritti, tutti sui 50/60 anni, io ero il più giovane a 30 anni. Durante le uscite, la guida era tranquilla e cercava di tenere a bada i tipi più irrequieti. Tutti erano in coppia, e se non portavano la moglie, avevano la figlia. Io ero l'unico scapolone e spesso qualche moglie mi chiedeva se volessi caricare qualche sua amica. Gina, la moglie del boss, mi propose una sua amica, Elda, una bella donna sui 50 anni, longilinea e con le curve giuste. Gina le forniva tutto l'abbigliamento. Una volta andammo a Piediluco, con rientro la sera. Ma all'ultimo minuto successe un imprevisto: un temporale ci costrinse a trovare un riparo per la notte. Per fortuna eravamo in 5 moto, così trovammo posto all'albergo del paese. Cenammo tutti insieme e andammo in camera che erano le 22. Io e Elda prendemmo una camera, così Elda si spogliò in bagno, io appoggiai i miei vestiti sulla sedia e, mantenendo gli slip, mi misi sotto le coperte. Due minuti dopo si aprì la porta del bagno ed Elda uscì completamente nuda, saltellando. Ando a letto, c'è un freddo cane, e mi abbraccia per scaldarmi. Mi porge le spalle e ho un'erezione che non passa inosservata. Elda mi afferra il pene e senza dire una parola se lo infila nella fica, che è bagnatissima. Come viene, si sfilò prendendolo in bocca: uau, che pompino! Poi si blocca e, guardandomi negli occhi, mi chiede:

Ti scopi anche Gina?

e riprende a farmi il bocchino. Come sono venuto, si è bevuto tutto con gusto, ci siamo messi faccia a faccia e siamo rimasti abbracciati. Riprendo il discorso di prima:

Come mai quella domanda?

Mi risponde:

Perché io mi trombo il boss.

E io:

E Gina non lo sa?


Certo che lo sa, Gina ed io siamo molto amiche e al boss ce lo trombiamo insieme. Gina mi racconta sempre che è fantastico avere un pene in fica e uno in bocca. Così ci addormentammo con questo pensiero. La mattina alle 7 suonò la sveglia e incontrammo Gina e il capo davanti all'ascensore. Gina mi guardava e rideva, e chiese a Elda come fosse andata la notte, soprattutto il risveglio. Io guardai negli occhi Gina e, avvicinandomi al suo viso, le sussurrai:

Non ti facevo così troia

. Lei mi rispose con un sorriso, e visto che eravamo arrivati al piano, mi prese sotto braccio e, mentre ci incamminavamo verso la sala per la colazione, mi sussurrò:

Devi vedere quando ti stò sopra e ti cavalco quanto sono troia

. Uau! Ora la strada era aperta. Fatta la colazione, saliamo in camera per i caschi e i giubbotti. Direzione casa. Con una piccola sosta, in due ore siamo arrivati: il tempo è stato clemente.
Saluto Gina, il boss, e anche Elda, che aveva lasciato l'auto lì, e me ne torno a casa. Una bella doccia e qualche ora a letto. Mi sveglio verso le 17, che dormitona, ho saltato pure il pranzo, ma mi ha svegliato il cellulare. Elda mi invitava a una festa a casa di Gina, dove stavano organizzando una cena cinese. Alle 20 ero lì, con la mia bottiglia di grappa in mano. Mi ha aperto la porta Gina, che mi ha accompagnato in salotto, dove Elda e il capo stavano guardando il telegiornale. Dopo 5 minuti è arrivato il catering cinese, e in 20 minuti avevano apparecchiato la tavola con piatti caldi. Tutto ottimo, squisito, con un caldo sakè. Il capo voleva alzarsi per andare sul divano a vedere un film, ma lei ha detto:

Aspetta, ho voglia di fare la zoccola

. E così, gli sono cadute le bacchette dalle mani. Si è messa in ginocchio sotto il tavolo, mi ha sfilato i pantaloni e mi ha fatto un bel bocchino. Elda aveva capito tutto e per lei non ha avuto bisogno di fare la sorpresa al capo. Si è piegata di lato e ha iniziato. Era stupendo quel bocchino, ma non potevo venire subito in bocca. Mi sono tirato indietro con la sedia e l'ho tirata su, a cavalcioni su di me. Una cavalla selvaggia, una furia. Il boss si mise comodo sul divano con Elda e, dai gridolini che si sentivano, sembrava che gli stesse facendo il culo.
Gina non si tirò indietro: mi fece alzare e si mise in ginocchio sulla sedia porgendomi il culo. Lo trovai pronto, entrai senza sentire resistenza, ma c'era un caldo pazzesco e in dieci pompate le sborrai dentro. Come se ci fossimo sincronizzati, Elda e Gina si tamponarono il culo con la mano e si diressero al bagno di fretta. Chiacchieravano, ridevano e si sentiva l'acqua scorrere. Tornarono con una confezione di fazzoletti imbevuti, ci lucidarono i cazzi per poi prenderli in bocca. La lucidatura, come dice il boss, ci fece tornare in erezione e le coppie si riformarono. Presi Elda sul divano alla missionaria, lei con quelle gambe si attorcigliò sui miei fianchi e a volte comandava i miei movimenti. Intanto, mentre il boss era seduto in poltrona a farsi cavalcare come piace a Gina. È andato avanti per un bel po', anche perché non era una scopata frenetica, ma tranquilla e piena di passione. Elda mi lasciò a bocca aperta. Non me l'aspettavo, non avevo mai visto un orgasmo così. È un po' tardiva per il primo, ma gli altri sono quasi di seguito. Facemmo festa sino alle cinque del mattino con le dame che si scambiavano, fu un vero sballo. Esausti, ci recammo in camera e tutti e quattro ci addormentammo.
La mattina abbiamo dormito fino alle 10, poi Gina ci ha preparato il caffè e ha proposto di andare al mare e di pranzare al ristorante. Che programma figo! Alle 11 eravamo già sui lettini con il nostro spritz in mano. Intorno alle 13:30 ci siamo rivestiti e siamo andati al ristorante, che era a soli 500 metri. Seduti a tavola, Gina si mangiava quelle ostriche come se stesse leccando una fica. Ha detto che i frutti di mare la fanno impazzire. Ha mangiato anche gli spaghetti alle vongole e, come se non bastasse, ha finito il pranzo con una impepata di cozze. Ci siamo alzati dal tavolo a gambe in spalla. Siamo riandati in spiaggia e ci siamo messi sotto il gazebo con le sdraio per la pennichella. Non è stata una pennichella, te lo dico io! Elda e Gina si svegliarono cariche, colpa delle ostriche, disse Gina.
Elda disse:

Dai, andiamo a casa

.

No, a casa no

, rispose Gina,

sul lettone come vecchietti?


Il boss avviò il motore dicendo:

Ho capito, andiamo al nostro boschetto

.
Si sentì un

iaaauu

delle donne. Gina ha iniziato a spogliarsi, si è tolta la biancheria intima e si è messa a masturbarsi. Io, da dietro, ho iniziato a giocare con le sue tette mentre Elda mi faceva un bel bocchino. Siamo arrivati e il nostro capo si è messo in ginocchio davanti al sedile di Gina, senza pantaloni, pronto a scoparsela. Io mi sono spostato un po' di lato e Elda ha iniziato a cavalcarmi. Nel boschetto c'erano un sacco di auto, un po' sparse, ma se alzavi la testa e i vetri non erano appannati, riuscivi a vedere quello che stavano facendo. A volte qualche macchina si affiancava per guardare e essere guardati. Infatti, si accostò un'auto che attirò la nostra attenzione: una donna sui 50 anni con due ragazzi a bordo e la luce accesa. Gina, che stava cavalcando il boss, alzò subito la testa mostrando le tette e accese anche la luce interna, come a dire:

Ok, iniziamo a giocare

. La donna iniziò subito a spogliarsi e a passare sul sedile posteriore dove c'erano i ragazzi.
Il suo sedere era ben visibile, mentre la sua testa si muoveva velocemente su e giù tra le mani dei ragazzi. Subito ne ha cavalcato uno, mentre l'altro si è alzato per darglielo in bocca. Poi Gina mi ha chiesto di aiutarla, e così, mentre ero in ginocchio sul sedile, glielo misi in bocca. Gina è arrivata, si è seduta al sedile accanto e ha lasciato il posto a Elda, che era pronta a cavalcare il boss dando spettacolo anche lei. L'altra macchina ha abbassato il finestrino per il suono, e lo stesso abbiamo fatto noi. Il boss gli ha sborrato dentro, io in bocca, e la signora dell'auto accanto se li ha presi tutti e due in bocca per una bella bevuta. La signora si è rivestita, è tornata al posto di guida e ci ha salutato con la mano. Gina ed Elda si erano divertite e si sentivano soddisfatte, così abbiamo deciso di tornare a casa.

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