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HISTORIA

Il metodo sperimentale

by hotbrindisi
Visto: 251 veces Comentarios 3 Date: 21-10-2026 Idioma: Language

Lo confesso, negli anni ‘80, appena uscito dalle scuole superiori, ero ancora abbastanza acerbo nel mio rapporto con l’erotismo. Si, le fidanzatine alle superiori non erano mancate, le prime limonate poi in un crescendo i primi pompini e le prime timide scopatine. Ma allora erano tutte esperienze che nascevano e finivano con un rapporto di coppia, per quanto precario, instabile, immaturo. Ma stimoli che potessero scatenare l’indole erotica che covava in me non ne avevo mai avuti in realtà. comunque questo non era un problema perché in quel periodo molti di noi maschietti eravamo in quella condizione; il solo fare del sesso con la propria fidanzatina del momento era già un optimum.
La frequenza universitaria mi permise di ampliare la mia conoscenza del mondo; vivere in un’altra città, amicizie nuove, confrontarsi con gente più matura ed esperta erano stimoli nuovi ed importanti. Il primo anno eravamo al massimo cento iscritti; frequentavamo le lezioni quasi tutti e bene o male ci conoscevamo quasi come se si stesse in una classe allargata delle superiori.
Tra noi matricole vi era una coppia. Lui, Paolo, era un po' orso, lei, Anna, piccolina, si intuiva abbastanza peperina, molto bella con un culetto magnifico esaltato dai jeans attillati celestini che amava indossare ed una bella terza di seno. Durante le pause stavano sempre insieme, lui tendeva un po' ad appartarsi per stringerla a sé, darle qualche bacetto, insomma non era a volte semplice scambiare due chiacchiere con loro ed ancor meno con lei da sola. Si sedevano un paio di file innanzi a me e, lo confesso, lei era fonte di distrazione durante le lezioni; comunque la consideravo inarrivabile per cui non ci perdevo più di tanto la testa. All’inizio del secondo anno quali frequentanti le lezioni eravamo ancora meno dell’anno precedente, anzi la “classe” risultava pesantemente decimata tra chi aveva capito che era meglio cambiare aria e corso di laurea e chi, tra i maschietti, non avendo superato il primo esame in tempo utile, aveva ricevuto la cartolina per l’avvio del servizio di leva. Tra questi vi era Paolo che, pur essendo ancora iscritto, aveva iniziato a girare il mondo su una nave della Marina Militare, ritornando dalla sua Anna solo per qualche giorno in licenza molto di rado. Anna continuava a frequentare le lezioni, ma questa volta ovviamente senza il suo angelo custode; era affabile, estroversa, bella ma rimaneva sempre irraggiungibile in quanto nei suoi discorsi accennava sempre a Paolo dimostrando di essere ancora legata a lui. Io inoltre ero all’epoca molto lontano al solo pensare di insidiare la donna di altri. Arrivò il periodo immediatamente prima del rompete le righe per le vacanze di Natale; nel salutarci tra noi lei si avvicino e mi tirò un attimo in disparte. Dapprima pensai che volesse chiedermi degli appunti delle lezioni dato che li curavo molto bene o dei chiarimenti su degli esercizi in quanto, modestamente, non ero proprio una schiappa. Invece, con un sorriso bellissimo che è ancora impresso nella mia memoria, tirò fuori dalla borsa un pacchettino regalo e me lo porse dicendo che era un suo modo per farmi gli auguri di Natale, raccomandandomi di aprirlo solo a casa. La ringraziai sorpreso, due innocenti bacini sulle guance e lei andò via dicendo che era in ritardo. Sorpreso era poco, direi che rimasi più inebetito. Mi scervellavo come mai lei avesse voluto farmi un regalo, tra l’altro solo a me, quando all’epoca ci scambiavamo a malapena solo due parole ed addirittura non avevo neanche il suo telefono, ovviamente a quell’epoca di casa non essendoci ancora i cellulari. Ma non vi ho detto quale fosse il regalo. Già nel treno aprii quel pacco. Era un libro, molto voluminoso, e dal titolo un po' inquietante: “L’interpretazione dei Sogni”, autore Sigmund Freud. Pensai subito a quale mattone mi avesse regalato, ma mi imposi di leggerlo, anche se mi fermai dopo una quarantina di pagine, nel caso mi avesse chiesto qualcosa, ignorando la sua conoscenza del testo. Mi chiedevo anche se il gesto fosse dovuto alla volontà di ingraziarsi un collega di studio magari in previsione di qualche esame scritto o se le piacessi, ma questo lo ritenevo abbastanza improbabile anche se ovviamente ci speravo. Passai le vacanze natalizie ad arrovellarmi il cervello sino al giorno della ripresa delle lezioni. La incontrai in biblioteca, mi avvicinai e le diedi un poster come regalo postumo; lei lo aprì velocemente, non troppo interessata in realtà, e mi invitò a sedermi ad un tavolo in fondo, uno in faccia all’altro. Con lo sguardo un po' rivolto verso il basso, quasi pudico, mi chiese se mi fosse piaciuto il regalo e se lo avessi letto. Guardandola, le dissi che lo avevo trovato sorprendente, che la lettura era a buon punto ma che ancora mi restava qualche pagina da leggere (bugiardo!). A quel punto, alzando lo sguardo, mi disse che doveva farmi una confessione perché quel dono così particolare sottaceva un suo interesse specifico. Ovviamente realizzai immediatamente che solo uno stupido avrebbe potuto pensare che lei avesse potuto avere un interesse personale e non oggettivo nei miei confronti, ma ero curioso di conoscere cosa realmente si celasse dietro quel gesto. Lei tirò un sospiro profondo come per prendere coraggio, disse che si sentiva molto imbarazzata nel parlarmi ma che per lei era ormai diventato strettamente necessario. Così mi raccontò che lei stava sempre con Paolo, che erano fidanzati da circa tre anni e che lui era stato il suo primo ed unico uomo, ma che quando faceva l’amore con lui lei non sentiva niente, neanche una minima forma di godimento e pertanto temeva di essere frigida. Io ascoltavo in silenzio, attento, senza interromperla perchè intuivo quanto fosse difficile per lei mettersi così a nudo; d’altra parte anche io ero abbastanza spiazzato perché mai con una ragazza avevo affrontato un argomento così difficile e forse nessuno mi aveva parlato di problematiche sessuali in maniera così diretta. Il sesso per me allora non andava oltre il normale rapporto tra fidanzatini tutto effusioni, scopatine e cuoricini. Ritornando ad Anna lei mi disse che ritenendomi una persona intelligente, avendo troppa vergogna per rivolgersi ad uno psicologo, aveva pensato che leggendo quel libro le avessi potuto offrire un aiuto per comprendere il suo malessere. Quale pesante responsabilità mi stava affidando ….. La guardai, le dissi che la lettura di un libro non poteva farmi diventare di colpo un esperto ma che le avrei dato dei consigli e sostegno per affrontare la questione. Lei questa volta mi guardò diretta negli occhi chiedendomi cosa avessi da consigliarle. Mi ricordo che le presi la mano, gliela strinsi forte dopo essermi assicurato che nessuno ci stesse guardando (tutti sapevano che lei era fidanzata) e le dissi che l’unica risposta che potevo darle era quella di seguire il metodo sperimentale. Lei mi chiese cosa intendessi per “metodo sperimentale”; io le risposi che per avere una prima risposta ai suoi timori doveva fare l’amore, o scopare, con un uomo che non fosse Paolo per capire se il problema derivasse effettivamente da lei o dal fatto che non sussistesse una adeguata sintonia di coppia tra loro. Lei si ritrasse un po', quasi stizzita, ma forse più impaurita e sorpresa dalla mia risposta, chiedendomi se in pratica le stessi chiedendo di fare la puttana. La guardai, le ripresi la mano e la rassicurai; non le chiedevo di fare la puttana o di rompere con Paolo, ma solo di eseguire una verifica sperimentale e che io, in maniera disinteressata, senza pretendere di frappormi nel suo rapporto di coppia, potevo essere l’uomo giusto per eseguire la prova in quanto conoscevo il problema e non avevo nessun interesse a sostituire Paolo, anche se questo ovviamente non era proprio vero. Cosa abbia deciso Anna magari me lo riservo per un secondo racconto; posso dire solo che con lei per più di venti anni ho avuto un rapporto a volte molto intenso, a volte tempestoso ed altre dolcissimo con un finale inaspettato, soprattutto per me. E’ stata sicuramente una donna molto importante della mia vita. Vi lascio con una curiosità non appagata e con l’invito ad immedesimarvi, sia nella parte maschile che femminile secondo il vostro genere, per immaginare come avreste reagito voi. Mi piacerebbe conoscere le vostre impressioni …

Añ CASEADE 3 COMENTARIOS:
  • avatar Giorgiocurio Conosco una donna che mi ha confidato di aver seguito un percorso simile. La realtà sp3sso supera la fantasia.

    22-10-2026 17:06:47

  • avatar sofia59taranto è capitato anche ad altri, non proprio così ma similmente. Una ragazza era fidanzata con un futuro ingegnere che vedeva una volta la settimana e se la faceva in settimana con un altro. Poi ha lasciato entrambi sposandosi con uno che gli faceva le corna. Divorziata si è messa con un altro ex cornuto ma in principio ha fatto quello che faceva al primo. Insomma l'arte non è acqua.

    22-10-2026 11:37:12

  • avatar senzabuccia La mia prima impressione è di ammirazione per il realismo del racconto. Parla di sensazioni, di emozioni, di vita vissuta.A me non interessa che un racconto sia corrispondente alla realtà o sia frutto di fantasia: da un racconto così si traggono suggerimenti e impressioni veritiere.L'ipotesi di chiedere direttamente una sperimentazione proponendosi come "uomo oggetto" è un po' azzardata ma allo stesso tempo sarebbe una strada percorribile e "sincera". Per chi ha il coraggio di farlo...Bisogna poi vedere come si riesce a conciliare un'ipotesi del genere con la prosaicità della realtà scolastica

    22-10-2026 08:44:55






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